Intesa Sanpaolo ha pubblicato i conti relativi al terzo trimestre 2023, che beneficiano dello storico rialzo dei tassi da parte della Bce. La banca milanese ha visto i ricavi a 6,367 miliardi di euro (erano 5 miliardi nel 2022) e un utile netto di 1,9 miliardi, battendo le stime del consenso Bloomberg per 1,74 miliardi (erano 957 milioni un anno fa).
Quanto ai nove mesi, i ricavi si sono attestati a 18,765 miliardi (+19% anno su anno), i profitti 6,112 miliardi (+85%).
Per il consigliere delegato Carlo Messina si tratta dei «migliori nove mesi di ultimi 16 anni e del migliore terzo trimestre per la banca. Sono molto orgoglioso dei nostri risultati», ha spiegato il banchiere durante la conference call con gli analisti.
«I dividendi maturati sono pari a 4,3 miliardi di euro, dei quali 2,6 miliardi saranno pagati il 22 novembre come interim dividend», ha puntualizzato Messina. «La nostra banca risulta la prima in Europa quanto a dividend yield; è da sottolineare che di questi circa il 40% è destinato alle famiglie italiane e alla fondazioni nostre azioniste, consentendo importanti interventi di carattere sociale nei territori di appartenenza», ha precisato il banchiere. E ancora: «Abbiamo chiaramente capitale in eccesso e distribuzioni addizionali agli azionisti saranno valutate anno per anno».
Circa l’andamento economico Messina ha inoltre specificato che la banca non vede «alcun segno deterioramento qualità attivi. Intesa è meglio preparata rispetto ai concorrenti europei grazie ad un eccellente profilo di rischio, una patrimonializzazione elevata ed un modello di business ben diversificato e resiliente». Per il banchiere «la realizzazione del piano di impresa 2022-2025 procede a pieno ritmo, con le iniziative industriali chiave ben avviate e Isybank operativa con successo».
Tornando ai conti, gli accantonamenti per perdite sui crediti si sono attestati a 357 milioni, -28% anno su anno, meglio delle stime per 451,3 milioni. L'indice sugli Npl (lordo) si è attestato invece al 2,4% (stime per 2,38%), il rapporto costi /ricavi al 41,6%, su attese degli analisti per il 43,2%. E l’indice di solidità patrimoniale, il Cet 1 ratio fully-loaded, al 13,6%, leggermente sotto le stime per il 13,7%
Il gruppo, guidato dall’ad Carlo Messina, ha alzato le attese sull’utile netto 2023 sopra 7,5 miliardi (in precedenza sopra 7 miliardi), oltre le stime di consenso Bloomberg per 7,28 miliardi di euro.
Quanto al margine di interesse (Net Interest Income), ora è atteso dalla banca a oltre 14 miliardi (erano oltre 13,5 miliardi) su stime degli analisti per 13,9 miliardi.
Intesa si aspetta, nell’ambito del Piano di Impresa 2022-2025, utile netto per il 2024 e il 2025 superiore a quello previsto per il 2023.
La banca milanese prevede una «forte distribuzione di valore», ovvero un payout ratio cash pari al 70% dell’utile netto consolidato per ciascun anno del Piano di Impresa. Inoltre il consiglio di amministrazione ha deliberato un acconto sui dividendi cash sui risultati del 2023 pari a circa 2,6 miliardi di euro, in distribuzione a novembre. A questo si aggiunga un’ulteriore distribuzione per il 2023 da quantificare quando verranno approvati i risultati annuali, nei primi giorni di febbraio 2024 e un’eventuale ulteriore distribuzione per il 2024 e il 2025 da valutare anno per anno.
L’acconto dividendi per azione è pressoché raddoppiato nel 2023 rispetto al 2022, sottolinea la banca nella nota dei conti, salendo da 7,38 a 14,40 centesimi di euro, importo che - rapportato al prezzo di riferimento dell’azione registrato ieri, 2 novembre - corrisponde a un rendimento (dividend yield) pari al 5,7%.
Intesa Sanpaolo ha ulteriormente ridotto l'esposizione alla Russia, scesa «di circa l’80% (2,9 miliardi di euro) rispetto a fine giugno 2022 e scesa sotto lo 0,2% dei
crediti a clientela complessivi del gruppo». Lo spiega la banca nella nota relativa ai conti «I crediti cross-border verso la Russia sono in larga parte in bonis e classificati a Stage 2». Nello specifico, l'esposizione creditizia on-balance cross border post rettifiche di valore è di 620 milioni, di cui 610 verso la clientela, mentre quella on-balance delle controllate è pari a 850 milioni, di cui 120 verso clientela.
L’esposizione creditizia verso controparti russe oggetto di sanzioni è di 200 milioni.
Messina ha sottolineato che «è pienamente operativa isybank, elemento qualificante del nostro Piano d'Impresa che ci colloca all'avanguardia in termini di offerta interamente digitale alla nostra clientela. I clienti passati da Intesa Sanpaolo a isybank sono circa 300.000, con un indice di soddisfazione assai elevato, così come è positiva l'adesione a isybank di oltre 50.000 clienti provenienti da altre banche». Giovedì 2 novembre l’Antitrust ha annunciato l’avvio di un procedimento istruttorio nei confronti di Intesa Sanpaolo e di Isybank proprio in relazione al trasferimento dei correntisti.
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