È iniziato oggi l'embargo sulle esportazioni di olio di palma dell'Indonesia, primo produttore al mondo. Venerdì 22 aprile il presidente Joko Widodo aveva imposto un bando sulle spedizioni oltre i confini nazionali di oleina di palma raffinata, sbiancata e deodorata per contrastare la carenza sul mercato locale e contenere l'impennata di prezzi. Oggi lo scopo dell'embargo è stato ampliato, includendo anche l'olio di palma grezzo, bloccando di fatto non solo i derivati ad uso alimentare ma tutti i prodotti legati a tale olio. Questa stretta rischia di destabilizzare ulteriormente il mercato internazionale del prodotto vegetale: l'Indonesia assicura infatti il 60% della produzione mondiale di olio di palma, con India, Cina, Unione europea e Pakistan come principali clienti stranieri.
Il presidente indonesiano ha sottolineato come forniture per la popolazione "siano la principale priorità", facendo appello ai produttori a cooperare. Giacarta prevede di riprendere le esportazioni quando il prezzo all'ingrosso dell'olio di palma scenderà a 97 centesimi nell'arcipelago. "L'aspettativa è che il divieto sarà revocato in tre settimane", ha detto Sathia Varqa, cofondatore di Palm Oil Analytics con sede a Singapore. "Il divieto eliminerà 1,52 milioni di tonnellate di prodotti di olio di palma al mese dall'offerta globale", ha aggiunto Varqa.
I futures sull'olio di palma malese, FCPOc3, hanno preso fiato oggi dopo l'impennata della settimana scorsa causata dall'annuncio dell'embargo, registrando una crescita del 2,75% a 6.400 ringgit a tonnellata (1.408 euro) alla chiusura della Bursa Malaysia Derivatives Exchange a Kuala Lumpur. Ieri il contratto ha raggiunto il suo massimo con un aumento del 10%, dopo che l'Indonesia ha scioccato il mercato ampliando la portata del divieto di esportazione.
La borsa malese non è l'unica ad essere stata colpita dall'embargo: il contratto di soia più attivo di Dalian in Cina, DBYcv1, è aumentato dell'1,3%, mentre il contratto di olio di palma, DCPcv1 ha guadagnato il 3,8%. Negli Stati Uniti, i prezzi dell'olio di soia al Chicago Board of Trade, BOcv1, sono scesi dello 0,76% a 87,13 dollari. (riproduzione riservata)