L'azionario milanese chiude le contrattazioni in lieve rialzo (Ftse Mib +0,27% a 40.186 punti), registrando la performance migliore dopo il Ftse 100 di Londra (+0,65%) grazie alle banche.
L'attenzione degli operatori è catalizzata dall'avvicinarsi del 1* agosto, giorno in cui gli Stati Uniti renderanno effettivi i dazi al 30% sui prodotti dell'Unione Europea, annunciati nel weekend. Gli esperti di Barclays non escludono l'introduzione di esenzioni settoriali: d'altronde, già il New York Times evidenzia come una clausola contenuta nella lettera inviata a Bruxelles faccia esplicito riferimento al fatto che le nuove tariffe saranno "separate da tutti i dazi settoriali" già in vigore, come ad esempio quelli sull’auto. Da qui la performance positiva di Londra: il governo Starmer ha già siglato un accordo sui dazi con gli Usa.
Alcuni economisti hanno accolto con sorpresa la mossa della Casa Bianca. "Questa aliquota tariffaria del 30% giunge inaspettata, poiché fonti dell'Ue hanno menzionato che i negoziati si erano concentrati su una aliquota tariffaria del 10% con alcune esenzioni settoriali", ha affermato Raphael Brun-Aguerre, senior economist di JPMorgan. "L'esito dei negoziati Ue-Usa dovrebbe essere noto entro la fine del mese e, a nostro avviso, c'è margine affinché i dazi statunitensi si stabilizzino a un livello inferiore a quello indicato nel fine settimana", ha aggiunto Brun-Aguerre.
Le principali categorie di esportazioni del Blocco negli Usa sono prodotti farmaceutici, veicoli stradali e prodotti industriali, mentre per quanto riguarda le importazioni, le categorie più importanti sono prodotti petroliferi, prodotti farmaceutici e macchinari per la produzione di energia elettrica, sottolineano gli analisti di Banca Akros. Tra le blue chip segnano i cali più marcati: Stellantis (-1,77%), Stm (-1,48%), Moncler (-1,37%).
A Piazza Affari focus anche sul settore bancario dopo che il Tar del Lazio ha accolto parzialmente il ricorso con il quale Unicredit (+0,52%) contestava il golden power esercitato dal governo per l'ops su Banco Bpm, che in Borsa accelera del 5,19%. Anche la Ue ha criticato l'attuale Dpcm, sostenendo - anche alla luce della sentenza del Tar - che può violare il diritto europeo.
Corrono poi Bper +6,54% e B.P.Sondrio +6,18%: l'istituto modenese, a conclusione dei termini previsti per l'Ops sulla Popolare di Sondrio, ha raggiunto il 58,49% del capitale della banca e annunciato la riapertura del periodo di adesione per ulteriori cinque giorni di Borsa aperta, tra il 21 e il 25 luglio.
Infine, Mediobanca chiude sulla parità nel primo giorno dell'Ops di B.Mps (+1,42%). Mentre l'ad della banca senese, Luigi Lovaglio, si trova a Londra per un roadshow sull'offerta, l'omologo dell'istituto di Piazzetta Cuccia nell'ambito di una call con gli analisti ha ribadito che l'offerta di Rocca Salimbeni è del tutto inadeguata, evidenziando non solo le possibili dissinergie che potrebbero andarsi a creare (soprattutto in caso di perfezionamento dell'offerta sotto una soglia tale da portare a una fusione) ma anche la possibile creazione di una complessa governance piramidale che vede ai vertici Delfin e Caltagirone e diversi elementi anomali che caratterizzano l'operazione - tra cui la cessione, da parte del Mef, dell'ultima tranche di azioni Mps nel mese di novembre 2024.
Fuori dal listino principale, Somec festeggia con un +4,56% l'aggiudicazione di commesse per complessivi 110 milioni di euro a beneficio delle divisioni Horizons, sistemi ingegnerizzati di architetture navali e facciate civili e Talenta, sistemi e prodotti di cucine professionali. Ben intonata anche Tesmec (+13,62% a 0,0659 euro), che ha firmato, in esito a una procedura di gara da comparto qualificato, tramite la propria controllata Tesmec Automation, un contratto quadro del valore complessivo di 54 milioni di euro con Terna per la fornitura in opera di Sistemi di Automazione delle Stazioni Elettriche RTN SAS 2021.
In lieve rialzo poi Webuild (+1,31%), forte dell'aggiudicazione di nuovi lavori da Diriyah Square per circa 600 milioni di dollari. Infine, Seco archivia la seduta in rialzo dell'1,02% dopo aver pubblicato i dati preliminari sul secondo trimestre, chiuso con ricavi per 98 milioni di euro (+3% a/a) grazie alla graduale ripresa degli ordini da parte dei clienti e con la fase di destocking ormai in via di conclusione