L’obiettivo dichiarato dell’India è di entrare tra le prime dieci nazioni nel medagliere dei Giochi Olimpici del 2036 e tra le prime cinque entro il 2047. Un traguardo non impossibile, come ha spiegato a MF-Milano Finanza P. T. Usha, presidente del Comitato olimpico indiano (Ioa). Nel 2024 la città di Ahmedabad ha presentato una lettera di intenti per candidarsi a ospitare l’edizione del 2036.
Secondo Usha «con una popolazione di 1,4 miliardi di persone - di cui oltre 600 milioni giovani - l’India ha un potenziale sportivo immenso che vogliamo liberare attraverso un ecosistema unitario e athlete-first».
Del resto, prosegue la presidente, «le recenti riforme approvate dal Parlamento rafforzano la governance, semplificano i percorsi degli atleti e rendono più efficiente l’utilizzo delle risorse, mentre al centro della preparazione ci sono il supporto diretto agli atleti».
E allora l’esito della questione diventa meno scontato. «Portare grandi eventi internazionali - con la rotta che conduce ai Commonwealth Games 2030 ad Ahmedabad (l’India ha appena ottenuto l’assegnazione, ndr.)», prosegue Usha «costituisce un passaggio fondamentale verso l’obiettivo di entrare tra le prime dieci nazioni nel 2036 e tra le prime cinque entro il 2047».
Proprio sul fronte delle infrastrutture, ci sono già il Narendra Modi Stadium ad Ahmedabad (132 mila posti) e il nuovo Veer Savarkar Sports Complex, «un centro d’alta prestazione di 21 acri con arena acquatica olimpica, laboratori di sport-science e spazi comunitari».
Entro il 2028, il Sardar Vallabhbhai Patel Sports Enclave sarà poi totalmente alimentato da energie rinnovabili.
Sul fronte dei trasporti, aggiunge Usha, «Ahmedabad prevede l’introduzione di circa 3.000 autobus elettrici nei prossimi anni. Il principio guida è semplice: evitare spese esclusivamente legate all’evento e investire invece in infrastrutture utili ai cittadini ogni giorno».
In seguito alle riforme di governance del 2025, il Comitato internazionale olimpico ha deciso di ripristinare completamente la partnership con l'Ioa attraverso i programmi di Olympic Solidarity, atti a garantire aiuti finanziari, tecnici e formativi per lo sviluppo degli atleti e la formazione di tecnici e amministratori. «Consideriamo il ripristino del sostegno dell’Olympic Solidarity come un segnale di fiducia e un forte acceleratore della nostra agenda athlete-first», afferma la presidente dell’Ioa. «Abbiamo ampliato le borse di studio, l’accesso ai training camp internazionali, il supporto di sport science e medicina, e rinnovato la Commissione Atleti con programmi su doppia carriera, welfare, Safe Sport e una formazione antidoping più approfondita».
Il ritorno economico atteso non è fattore secondario: dall’impulso al turismo agli investimenti, l’immagine dell’India «come centro di innovazione, cultura e sviluppo sostenibile» ne uscirebbe rafforzata, sostiene Usha, che cita alcuni dati: «L’economia dello sport indiana vale già circa 52 miliardi di dollari nel 2025 (0,9% del pil) e cresce del 10–12% l’anno, con una proiezione fino a 10,5 milioni di posti di lavoro entro il 2030, crescita che i Giochi accelererebbero ulteriormente». Secondo uno studio, infatti, rendere gli stili di vita più attivi grazie alla diffusione della cultura sportiva aumenterebbe il pil di ulteriori 50 miliardi all’anno.
Inoltre, sta aumentando di anno in anno la spesa Csr (Corporate Social Responsibility) nello sport (60 milioni nell’esercizio 2022-2023, il doppio rispetto all’esercizio precedente). Sempre più aziende mosse da obiettivi csr si stanno affacciando al mercato dello sport indiano con investimenti significativi. Tra queste: Reliance Industries, Tata Steel, Adani Group, Torrent Group e il Reliance Foundation Junior Nba Programme, il più importante programma giovanile Nba al mondo.
Ancora più importante, conclude Usha, «l’evento ispirerebbe un’intera generazione di giovani, unirebbe il Paese attorno a una missione comune e lascerebbe un’eredità duratura di impianti accessibili e di un ecosistema sportivo più autosufficiente, con benefici profondi sia per l’India sia per il Movimento Olimpico». (riproduzione riservata)