Il motore cinese di Stellantis continua ad accelerare. Leapmotor, il costruttore di Hangzhou di cui il gruppo guidato da Antonio Filosa detiene circa il 20%, ha chiuso il primo semestre 2026 con ricavi per 38,1 miliardi di yuan, circa 4,6 miliardi di euro, in crescita del 57,2% rispetto ai 24,25 miliardi dello stesso periodo del 2025. Ma soprattutto ha consolidato la sua redditività: l’utile netto è salito a 208 milioni di yuan (26,5 milioni di euro), dai 33 milioni di un anno prima.
A spingere i conti è soprattutto l’aumento dei volumi. Nei primi sei mesi Leapmotor ha consegnato 356.487 veicoli, il 60,8% in più rispetto alle 221.664 unità del primo semestre 2025, conquistando secondo la società il primo posto per vendite tra i nuovi marchi automobilistici cinesi. La corsa è proseguita dopo la chiusura del semestre: a luglio le consegne hanno superato per la prima volta quota 100 mila in un mese, raggiungendo il record di 101.267 auto, +102% su base annua.
Il dato da osservare per Stellantis è però soprattutto quello internazionale. Le esportazioni sono balzate del 372,6% a 96.294 vetture nel semestre, superando già l’intero volume realizzato nel 2025 e arrivando a valere il 27% delle vendite complessive. A luglio si sono aggiunte altre 17.569 unità, portando il totale dei primi sette mesi a 113.863 vetture.
La crescita all’estero comincia a essere chiaramente visibile anche nel conto economico. I ricavi realizzati in Europa sono saliti a 8,88 miliardi di yuan (1,13 miliardi di euro), contro appena 1,85 miliardi dello stesso periodo del 2025: quasi cinque volte tanto. Il Vecchio Continente rappresenta ormai più del 23% del fatturato complessivo di Leapmotor.
La società sottolinea in particolare il risultato italiano, dove sostiene di avere superato il 25% di quota nel mercato delle auto puramente elettriche, con 23 mila immatricolazioni nel semestre. A fine giugno Leapmotor International, la joint venture controllata al 51% da Stellantis, disponeva inoltre di oltre 1.000 punti vendita e assistenza in più di 45 mercati, dei quali oltre 900 in Europa.
La crescita dei volumi non è però arrivata senza pressioni sulla redditività. Il margine lordo del semestre è sceso all’11,7% dal 14,1% dell’anno precedente, principalmente per l’aumento dei costi delle materie prime e per il cambiamento del mix di prodotto. Il dato mostra comunque un netto miglioramento sequenziale: nel solo secondo trimestre il gross margin è risalito al 12,6%, 3,2 punti percentuali sopra il primo trimestre, che implica un margine di circa il 9,4% nei primi tre mesi.
Leapmotor ha inoltre chiuso il semestre con 128 milioni di yuan di utile operativo, contro una perdita di quasi 89 milioni un anno prima. Gli investimenti restano elevati: le spese in ricerca e sviluppo sono aumentate del 22,8% a 2,32 miliardi di yuan. La liquidità complessivamente disponibile, includendo depositi e attività finanziarie, ammontava invece a 38,59 miliardi di yuan a fine giugno.
Per Stellantis questi numeri rafforzano il peso strategico di un’alleanza che sta entrando nella fase industriale proprio in queste settimane. In Malaysia la C10 è già entrata in produzione nello stabilimento Stellantis di Gurun, mentre la B10 dovrebbe seguirla nel terzo trimestre.
Il passaggio decisivo per l’Europa arriverà però a Saragozza: secondo Leapmotor, lo stabilimento spagnolo di Stellantis ha completato gli adeguamenti necessari e la produzione della B10 dovrebbe partire nel terzo trimestre, rispettando la tabella di marcia. La B05 è invece attesa in produzione di prova entro fine anno e in serie dal 2027. Anche l’impianto batterie collegato ai progetti dovrebbe entrare in produzione nel terzo trimestre.
La stessa strategia sarà replicata in Sud America. Leapmotor e Stellantis hanno scelto lo stabilimento brasiliano di Goiana come base produttiva regionale, partendo ancora dalla B10, la cui produzione locale è prevista nella seconda metà del 2027. Sono le tappe industriali a supporto di una crescita internazionale che per Leapmotor sta diventando sempre più centrale: dopo 113.863 esportazioni nei primi sette mesi, il gruppo prevede di superare 150 mila unità nel 2026 e punta a sfidare quota 200 mila. (riproduzione riservata)