Gli Stati Uniti danno il via libera a una nuova fornitura militare all’Italia dal valore potenziale di 364 milioni di dollari, circa 310 milioni di euro. Il Dipartimento di Stato americano ha approvato una possibile vendita al governo italiano di 5.031 sistemi di guida WGU-59B/B per l’Advanced Precision Kill Weapon System-II (Apkws-II), destinati a rafforzare le capacità di difesa aerea del Paese e il contributo italiano alla Nato.
L’autorizzazione, comunicata venerdì 21 agosto nell’ambito del programma americano Foreign Military Sales, rappresenta un passaggio preliminare: indica il valore massimo stimato dell’operazione e apre la strada alla possibile conclusione del contratto, ma non significa necessariamente che la fornitura sarà realizzata integralmente per l’importo notificato.
La richiesta italiana riguarda in particolare 5.031 sezioni di guida Apkws-II nella configurazione air-to-air, alle quali si aggiunge un pacchetto di equipaggiamenti e servizi. La fornitura comprende lanciatori LAU-131 A/A, testate ad alto esplosivo Mk-152, motori per razzi MK66, spolette di prossimità, testate da addestramento WTU-1/B e motori inerti MK66. Nel pacchetto rientrano inoltre attrezzature di supporto, documentazione tecnica, trasporto e servizi di assistenza ingegneristica, tecnica e logistica da parte del governo americano e delle aziende coinvolte nel programma.
L’Apkws-II è un sistema che trasforma razzi non guidati da 70 millimetri in munizioni di precisione attraverso l’integrazione di una sezione di guida laser. La configurazione richiesta dall’Italia è pensata anche per l’impiego aria-aria, ampliandone quindi l’utilizzo nel contrasto di minacce aeree.
Il principale contractor indicato dagli Stati Uniti sarà BAE Systems, attraverso le attività di Nashua, nel New Hampshire. Al momento Washington non è a conoscenza di accordi di compensazione industriale collegati alla potenziale commessa. Eventuali offset saranno definiti direttamente nelle trattative tra l’acquirente e il contractor.
Washington lega esplicitamente la possibile vendita al rafforzamento della difesa del territorio italiano. Secondo il Dipartimento di Stato, i nuovi sistemi permetteranno all’Italia di affrontare meglio le minacce attuali e future, aumentando la capacità di proteggere sia il territorio nazionale sia le forze terrestri italiane e alleate. La fornitura dovrebbe inoltre migliorare «significativamente» il contributo italiano alla difesa aerea e missilistica integrata della Nato. Per gli Stati Uniti, Roma sarà in grado di assorbire senza difficoltà i nuovi sistemi nelle proprie forze armate.
L’amministrazione americana sottolinea infine che l’operazione non modificherà gli equilibri militari fondamentali nella regione e non avrà effetti negativi sulla prontezza operativa delle forze armate statunitensi. L’Italia viene definita da Washington «un alleato Nato importante per la stabilità politica e la sicurezza europea». (riproduzione riservata)