La giornata dei mercati è cominciata con uno scivolone dei listini asiatici. Il Kospi coreano, da tempo il più volatile, ha lasciato sul terreno quasi il 6%, in un copione che si ripete ormai ciclicamente: ogni novità positiva sull’intelligenza artificiale - o sui chip che servono a farla funzionare - spedisce in rally le azioni dei due campioni nazionali Samsung Electronics e Sk Hynix, che da soli pesano per oltre il 40% della capitalizzazione della borsa di Seul, e con essi l’intero paniere. Al contrario, ogni evento negativo affonda i due titoli e inevitabilmente anche l’indice. Oggi, in particolare, a deprimere il mercato coreano sono stati i nuovi timori di una bolla speculativa, pronta a scoppiare, nata e cresciuta a dismisura intorno all’AI.
«I titoli coreani sono stati al centro del trend globale legato all’AI con Samsung e Sk Hynix che hanno contribuito per oltre la metà della performance dei mercati asiatici da inizio anno», sottolinea Gary Tan, portfolio manager di Allspring Global Investments. «La concentrazione del mercato coreano è al tempo stesso rischio e un’indicazione di cosa attira gli investitori. Credo comunque che la recente volatilità rifletta una riduzione delle posizioni sovraesposte nell’AI più che un deterioramento delle prospettive».
Un ruolo chiave lo ricoprono appunto Samsung e Sk Hynix. La prima ha chiuso il secondo trimestre con ricavi intorno a 120 miliardi di dollari (+130% su base annuale). La seconda invece ha ottenuto un fatturato vicino a 57 miliardi di dollari (+256%) nello stesso periodo e ha annunciato un maxi piano di buyback da 28,6 miliardi di dollari, nel tentativo di rassicurare gli investitori.
In borsa i due titoli hanno guadagnato rispettivamente il 250% e il 470% nell’ultimo anno. «Samsung e Sk Hynix sono l’espressione più evidente della leadership della Corea. Il punto di forza è evidente: si trovano al centro del boom delle memorie AI e possiedono dimensioni e leadership tecnologica necessarie per mantenere il vantaggio competitivo», aggiunge Tan. «Però il settore è ciclico e, sebbene gli accordi di fornitura a lungo termine possano contribuire ad attenuare la volatilità degli utili, la domanda è in ultima analisi determinata dai cambiamenti nelle architetture di calcolo che esulano dal controllo» delle due aziende.
Infine, sull’ottovolante del Kospi influisce anche la popolarità di strumenti speculativi come gli Etf a leva, sui quali le autorità di regolamentazione sembrano intenzionate a intervenire con nuovi limiti. «Gli Etf con leva hanno alimentato un trading già vivace, aumentando la partecipazione ma amplificando la volatilità. Le autorità coreane hanno rafforzato la vigilanza e per gli investitori a lungo termine ciò è probabilmente positivo: un leggero raffreddamento difficilmente inciderà sul valore delle società e potrebbe migliorare la qualità del mercato», conclude l’esperto. (riproduzione riservata)