Il Tribunale di Roma mette un punto fermo nell’inchiesta Prisma sulle presunte plusvalenze nella compravendita di calciatori da parte della Juventus. Il gup Anna Maria Gavoni ha accolto le richieste di patteggiamento avanzate dagli ex vertici del club bianconero e dai pubblici ministeri, disponendo pene sospese che vanno dagli 11 mesi a 1 anno e 8 mesi.
Tra i protagonisti della vicenda figurano l’ex presidente Andrea Agnelli, che ha concordato una pena a 1 anno e 8 mesi, l’ex vicepresidente Pavel Nedved (1 anno e 2 mesi) e l’ex direttore sportivo Fabio Paratici (1 anno e 6 mesi). Undici mesi per altri due imputati. Per Maurizio Arrivabene, già amministratore delegato del club bianconero, è stato invece deciso il non luogo a procedere.
La società bianconera controllata dalla Exor di John Elkann, coinvolta come persona giuridica, dovrà versare una sanzione pecuniaria da 157 mila euro. In una nota ufficiale, Juventus ha sottolineato che il patteggiamento «non comporta alcuna ammissione né riconoscimento di responsabilità» e che la scelta è stata compiuta «nel miglior interesse della società, dei suoi azionisti e di tutti gli stakeholders».
Contestualmente, sono stati siglati accordi transattivi con diverse parti civili – tra cui Consob e associazioni dei consumatori – per un valore complessivo di 1,08 milioni di euro, che copre circa un terzo delle oltre 200 richieste presentate.
Il procedimento, avviato a Torino nel novembre 2021 e poi trasferito a Roma, ruotava attorno all’ipotesi di plusvalenze fittizie e manovre sugli stipendi dei calciatori durante la pandemia di Covid-19. I reati contestati, a vario titolo, erano quelli di aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza e false fatturazioni.
Andrea Agnelli, che aveva guidato la Juventus per oltre un decennio, ha definito la sua decisione «sofferta ma opportuna». L’ex presidente ha spiegato di aver scelto il patteggiamento «pur nella coerenza con la mia posizione di innocenza» per evitare che il processo si trascinasse a lungo. «L’alternativa sarebbe stata un limbo destinato a durare ancora moltissimo tempo. Ho ritenuto giusto porre fine a questo lungo periodo nel pieno rispetto delle procedure».(riproduzione riservata)