Conosci la tua banca? In Italia, la liquidità in conto corrente fino a 100.000 euro è protetta dal Fitd, il Fondo interbancario di tutela dei depositi, nel caso che l'istituto di credito fallisca. La stessa copertura è attiva anche sulle filiali italiane di banche estere, se aderiscono al fondo, in caso di dubbio si può consultare l'elenco delle banche sul sito del Fitd (https://www.fitd.it/Chi_siamo/Banche_consorziate). Ma se ho lo stipendio depositato sul conto di Revolut, per esempio, fintech britannica con la licenza bancaria specializzata dalla Banca centrale europea, vale lo stesso discorso?
In un intervento ieri sull'unione bancaria ancora sospesa durante la mattinata a Milano organizzata dall'agenzia di rating Morningstar Dbrs sull'Italia, Alfredo Pallini, direttore generale del Fitd, ha auspicato che il processo vada avanti. «In questo modo», ha spiegato, «avremo una copertura comune per tutti i Paesi, unica, che interviene per la tutela dei depositanti in caso di crisi bancaria». E qui, Pallini ha fatto l'esempio di Revolut. «La fintech britannica ha circa 10 miliardi di euro di raccolta dei clienti protetta dal famoso tetto dei 100.000 euro, ma la tutela non è nel Regno Unito, quanto in Lituania, paese di insediamento che ha rilasciato la licenza bancaria. Il fondo di tutela del Paese baltico ha una copertura complessiva di soli 300 milioni di euro a fronte di una dotazione finanziaria del Fitd italiano per esempio, attorno a 6 miliardi oltre ad un finanziamento di back up di 3,5 miliardi». Revolut aveva, alla data dello scorso giugno, attorno a 2 milioni di clienti e una raccolta di circa 800 milioni di euro. A questo proposito va specificato che l’Eba prevede una copertura di almeno lo 0,8% dei depositi fino a 100.000 euro, percentuale che sia l’Italia che la Lituania osservano.
«Revolut deposita la liquidità raccolta in banca centrale», aggiunge Pallini, «quindi fa un uso a basso rischio dei fondi. Questa differenza di copertura con diversi tipi di fondi di tutela dei depositi non esisterebbe se venisse attivato il terzo pilastro dell'unione bancaria in Europa». Se si va indietro nel tempo al 2008, quando scoppiò la crisi finanziaria globale, diverse importanti banche islandesi fallirono e i clienti inglesi e olandesi all'epoca videro i loro depositi in conto corrente protetti dai rispettivi paesi, che fecero poi causa all'Islanda e la persero. Con l'unione bancaria questo non accadrebbe, perché interverrebbe un unico fondo di salvataggio.
Dal canto suo, Revolut specifica che «i depositi dei nostri clienti in tutta l'Ue sono protetti dal sistema europeo di garanzia. Siamo supervisionati dalla Bce e da Banca d'Italia, ora che stiamo per lanciare la succursale italiana».
Revolut, con sede a Londra, è stata fondata nel 2015 da Nikolay Storonsky e Vlad Yatsenko. Nel 2023 la fintech ha registrato ricavi per 2,2 miliardi di dollari (con un incremento del 95% su base annuale) e un utile ante imposte di 545 milioni di euro. Lo scorso agosto, il colosso fintech ha firmato accordi con un gruppo di investitori per fornire liquidità ai dipendenti tramite una vendita secondaria di azioni, con una valutazione di 45 miliardi di dollari. (riproduzione riservata)