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Il Russiagate frena Piazza Affari
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Il Russiagate frena Piazza Affari

di Marco Sasso
01 dicembre 2017, 18:00 Ultimo aggiornamento: 18:14

L'ex consigliere per la sicurezza nazionale statunitense, Michael Flynn, si è dichiarato colpevole di falsa testimonianza all'Fbi nell'ambito del Russiagate. L'Istat ha rivisto al ribasso le stime sulla crescita del pil nel terzo trimestre. A piazza Affari, in luce Saipem.

Dopo aver toccato un minimo intraday di 22.060 punti, il FtseMib di piazza Affari ha terminato la settimana di contrattazioni a 22.106 punti cedendo l'1,17%. Tra le altre piazze europee, il Cac40 ha lasciato sul terreno lo 0,67% e il Dax30 lo 0,79%. Sulla parità il Ftse100 di Londra a -0,09%.

Sul finale di seduta è arrivata la notizia che, secondo quanto riportato da Abc News, l'ex consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Usa Donald Trump, Michael Flynn, si è dichiarato colpevole di falsa testimonianza all'Fbi in relazione al suo incontro con l'ambasciatore russo negli Stati Uniti, Sergey Kislyak. L'ex esponente del Governo statunitense, ritenuto il simbolo del cosiddetto Russiagate, sarebbe inoltre pronto secondo la stampa a testimoniare che fu lo stesso Trump a "dargli direttiva di mettersi in contatto con i russi".

Questa mattina l'Istat ha rivisto al ribasso le stime sulla crescita del pil nel terzo trimestre: il valore, corretto per gli effetti di calendario, è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell'1,7% nei confronti del terzo trimestre del 2016, mentre la stima preliminare diffusa il 14 novembre scorso aveva rilevato un aumento congiunturale dello 0,5% e un aumento tendenziale dell'1,8%. "Nonostante la revisione al ribasso del dato sintetico, il dettaglio delle componenti di domanda è più incoraggiante del previsto", ha commentato Paolo Mameli, senior economist Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, "in quanto mostra una crescita robusta sia della domanda interna che del commercio estero, mentre il principale freno è venuto dal ridimensionamento delle scorte".

Nel frattempo in Germania, Martin Schulz e la cancelliera Angela Merkel, rispettivamente a capo del partito socialdemocratico tedesco e di quello conservatore, sono pronti a discutere superando così l'impasse che sta attraversando la politica tedesca dopo che le elezioni non hanno prodotto una maggioranza decisa. "Noi", ha dichiarato Schulz al termine di un incontro con la cancelliera , "abbiamo molte opzioni per formare un governo, dovremmo parlare di ciascuna di queste opzioni, ed è quello che proporrò alla dirigenza del partito lunedì". Ha fatto eco alle parole di Schulz la posizione espressa dal partito di Angela Merkel. La Cdu è pronta a discutere con i socialdemocratici di un governo "stabile" per sollevare il Paese dalla situazione di stallo politico. A parlare è stato Klaus Schuler, segretario generale del partito, commentando l'incontro al vertice tra i due leader di partito.

In calo lo spread Btp/Bund a quota 137,045 punti, con il decennale che rende l'1,701%. Secondo il sondaggio di novembre condotto da Assiom Forex, il differenziale tra i titoli di Stato italiani e tedeschi non dovrebbe rappresentare un elemento di preoccupazione anche nel corso dei prossimi mesi, nonostante l'avvicinarsi di un appuntamento critico come quello delle elezioni politiche. Secondo il 75% degli operatori che hanno preso parte al sondaggio infatti lo spread non tornerà nel corso dei prossimi sei mesi oltre soglia 175 punti.

Sul fronte macroeconomico, l'indice Pmi manifatturiero dell'Eurozona definitivo di novembre si è attestato a 60,1 punti, leggermente al di sopra del consenso a 60 punti e in lieve aumento rispetto ai 58,5 di ottobre e al preliminare a 60. La lettura analoga per l'Italia ha invece riportato un valore di 58,3 punti, leggermente al sotto dei 58,5 del consenso, mentre l'analoga lettura riferita agli Stati Uniti è scesa a 53,9 punti dai 54,6 di ottobre.

A piazza Affari, in luce Saipem (+1,84% a 3,434 euro). Il titolo ha beneficiato oggi dell'annuncio, arrivato ieri a mercato chiuso, di un contratto E&C offshore da parte di Saudi Aramco e di lavori aggiuntivi in West Africa per un valore complessivo di 400 milioni di dollari. Ma per molti analisti la visibilità sulle dinamiche 2018, soprattutto per il segmento offshore, resta molto bassa.

Poco mossa Eni, in rialzo dello 0,07% a 13,82 euro. Il ministero del Petrolio egiziano ha dichiarato che il giacimento offshore di Zohr, con una capacità stimata di 30.000 miliardi di piedi cubi di gas, partirà entro fine anno con una produzione iniziale di 350 milioni di piedi cubi al giorno, per poi portarsi a circa 1 miliardo entro metà 2018. Inoltre, l'ad Descalzi ha confermato l'interesse per il giacimento petrolifero di Majnoon in Iraq, escludendo invece investimenti in Kurdistan.

In negativo il comparto bancario: Unicredit -0,12%, Mediobanca -0,98%, Banco Bpm -1,81%, Intesa Sanpaolo -1,91% e Bper -2,96%. In particolare, male Ubi (-2,03% a 3,962 euro) dopo che il giudice per l'udienza preliminare di Bergamo, Ilaria Sanesi, ha deciso di escludere tutte le parti civili, tranne Consob, nell'ambito del procedimento sulla governance di Ubi, che ipotizza a vario titolo i reati di ostacolo all‘autorità di vigilanza e illecita influenza sull'assemblea. E' quanto hanno riferito fonti legali spiegando che tutte le altre richieste sono state respinte perché i soggetti richiedenti non sono stati individuati come possibili parti offese.

In positivo Fincantieri (+0,33% a 1,203 euro) che con Naval Group e il sostegno dei governi di Francia e Italia, presenterà al governo del Canada una soluzione "pronta all'uso" e già well proven, basata sul progetto della fregata Fremm, per la fornitura di 15 navi da combattimento di superficie alla Royal Canadian Navy. Se l'offerta fosse accettata, la costruzione delle future fregate inizierebbe a breve in Canada presso il cantiere Irving Shipbuilding, massimizzando così la partecipazione industriale canadese attraverso uno specifico ed esaustivo trasferimento di tecnologia, e con l'integrazione dei fornitori canadesi nelle supply chain globali delle due società.

Chiusura col segno meno per Italgas, che ha chiuso a 5,19 euro cedendo il 2,44%. Pur apprezzando il ruolo di consolidamento che il gruppo punta a ritagliarsi nel frammentato mercato italiano della distribuzione del gas, Banca Akros ha ridotto il giudizio da accumulate a neutral perché dopo la solida performance messa a segno dall'ipo (+75%), il titolo ha raggiunto il target price (confermato) di 5,1 euro. ll broker ha ricordato che ieri la società ha siglato un accordo vincolante con Cpl Concordia per l'acquisto di un portafoglio di sette concessioni di gas nel Sud d'Italia per un totale di 16 comuni, con un enterprise value fissato a 13 milioni di euro.

Bene Autogrill (+1,12% a 10,84 euro), che beneficia dell'upgrade del prezzo obiettivo (alzato a 12,2 euro) da parte di Mediobanca Securities. La banca d'affari crede che la casa madre con una funzione di holding pura possa essere più facilmente unita a un altro player, ma ritiene improbabile sia l'interesse di un marchio di ristorante sia la cessione di Hms Host.

In luce Safilo G. (+8,83% a 4,806 euro). La società ha siglato un accordo di partnership esclusiva con Supreme Eyewear per la distribuzione in Thailandia e Cambogia. Supreme Eyewear è uno dei piú importanti distributori locali che vanta una significativa esperienza nel settore ottico, grazie a oltre 40 anni di storia, solide basi sia nella distribuzione retail sia nel business wholesale, elevati standard di qualità nel servizio al cliente e un know-how specifico dei diversi canali di marketing locali.



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