L’intelligenza artificiale non è soltanto un insieme di algoritmi o un esercizio di calcolo. È un sistema che impara da noi: assorbe linguaggi, comportamenti e valori, e finisce per restituirceli, amplificandoli. Il Premio Lagrange-Fondazione Crt 2025, assegnato allo scienziato Iyad Rahwan per le sue ricerche sull’interazione uomo-macchina, ci invita a riflettere su questa reciprocità.
Le macchine intelligenti non sono più strumenti neutri, ma attori sociali che modellano la contemporaneità tanto quanto ne sono modellati. La loro evoluzione è inseparabile dalla nostra.
In questo scenario, le fondazioni di origine bancaria sono chiamate a un ruolo inedito ma essenziale: diventare un raccordo tra progresso tecnologico e responsabilità collettiva.
Grazie alla loro configurazione istituzionale possono guardare lontano, sperimentare, progettare un futuro in cui la tecnologia resti al servizio dell’uomo e non viceversa. La filantropia può così farsi infrastruttura morale dell’innovazione, sostenendo la ricerca indipendente, valorizzando il capitale umano e orientando la crescita verso modelli più equi e sostenibili.
La Fondazione Crt interpreta questa missione su due fronti intrecciati: la costruzione di un ecosistema dell’innovazione e la valorizzazione dei talenti.
Le Ogr Torino, nate come officine ferroviarie e oggi luogo di incontro tra cultura e tecnologia, sono divenute uno dei poli più dinamici in Italia: vi operano ogni anno oltre 130 startup e scaleup, coinvolte in 16 programmi di innovazione che hanno generato più di 480 milioni di euro di capitalizzazione. Qui ha sede anche l’Istituto nazionale per l’Intelligenza Artificiale (AI4I), promosso con tre Ministeri: un investimento sul futuro del lavoro e delle competenze.
La stessa visione anima Impact Deal, il primo acceleratore europeo per imprese a impatto sociale e ambientale basato sull’uso dei dati per il bene comune, che per la sua terza edizione coinvolge 21 partner e 30 pmi. Con la Fondazione Isi, il progetto Lagrange ha offerto più di 800 borse di ricerca per giovani studiosi, con investimenti superiori a 53 milioni di euro, mentre il progetto Diderot coinvolge quest’anno 170.000 studenti in percorsi di formazione, tra i quali Stem, realtà virtuale e intelligenza artificiale.
Sono tasselli di una stessa strategia: costruire una cittadinanza tecnologica consapevole, capace di comprendere e governare il cambiamento. Ma più dei numeri, conta la direzione: quella di un’innovazione concepita come responsabilità condivisa, strumento per ridurre le disuguaglianze e generare opportunità.
Il Premio Lagrange di quest’anno ci ricorda che l’intelligenza artificiale è, prima di tutto, una sfida culturale. Le macchine ci imitano, ma siamo noi a decidere che cosa debbano imparare. È da questa scelta, dal modo in cui orientiamo la conoscenza, che dipende la qualità della nostra democrazia e del nostro futuro.
Guidare l’innovazione, oggi, significa coltivare un’intelligenza umana capace di concepire la tecnologia come alleata della società. (riproduzione riservata)
*presidente Fondazione Crt