Due novità positive e una negativa. Sono questi i cambiamenti che gli analisti di Equita hanno apportato al loro portafoglio azionario nella revisione del 3 febbraio 2025. Gli aggiornamenti positivi riguardano Enel e Tim, che vedono il loro peso aumentare, mentre Iveco subisce una riduzione di 60 punti base. Sullo sfondo, sottolinea la Sim, un contesto di mercato in cui le borse europee hanno sovraperformato gli indici statunitensi a gennaio. «Il Ftse Mib ha registrato un rialzo del 6,4%, trainato dall’ottima performance del settore finanziario - favorito dal consolidamento e dalle aspettative di un trimestre solido -, dal rimbalzo del lusso e da alcuni titoli industriali. Le mid-small cap, invece, hanno continuato a sottoperformare l’indice principale», scrive Equita in una nota.
Il primo mese del 2025 si è distinto per un certo attivismo nel comparto bancario. Sono, infatti, in corso una serie di tentativi di acquisizioni che ridisegnerebbero la mappa del settore in Italia: l’offerta pubblica di scambio (ops) di Monte dei Paschi su Mediobanca, quella di Unicredit su Banco Bpm e le offerte pubbliche di acquisto (opa) della stessa Bpm su Anima Holding e di Banca Ifis su Illimity. Se il «risiko bancario» è il tema più caldo sul mercato italiano, a livello internazionale tengono banco anche i famigerati dazi di Donald Trump (quelli imposti finora prevedono una tassa del 25% sulle merci importate negli Stati Uniti da Canada e Messico e del 10% su altri Paesi, tra cui Cina e Unione Europea) e la corsa all’intelligenza artificiale.
In questo scenario, aspettando che la stagione delle trimestrali entri nel vivo, gli analisti hanno deciso di aumentare il peso in portafoglio di Enel (buy e target price a 7,9 euro confermati sull’azione) e Tim (buy e target price a 0,34 euro). Per la società energetica l’incremento è di 40 punti base, «in considerazione di una buona visibilità sul raggiungimento dei target operativi e di crescita (+4,5% medio annuo fino al 2027 a livello di ebitda)». Per l’azienda di telecomunicazioni, invece, il ritocco è di 50 punti base in vista del bilancio 2024. Gli analisti in questo caso si dicono «confidenti che Tim possa raggiungere gli obiettivi 2024 e proseguire nell’esecuzione del piano che vede un ritorno alla generazione di cassa». Al contrario, la Sim riduce di 60 punti base il peso di Iveco ma conferma una «visione positiva sul titolo: buy e target price a 15,20 euro» che ha registrato un forte rimbalzo a gennaio (+22,9%), sovraperformando il Ftse Mib. (riproduzione riservata)