Con 399 voti a favore, 198 contrari e 71 astenuti il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione annuale per il 2024 sull’attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune europea. Risoluzione che ha spaccato sia la maggioranza sia l’opposizione. Favorevoli al testo gli eurodeputati di Forza Italia e del Partito Democratico (con l’eccezione dei due indipendenti Marco Tarquinio e Cecilia Strada). L’intera delegazione di Fratelli d’Italia si è astenuta. Contrari invece la Lega, il M5S e Avs.
Approvato per pochi voti, 303 voti a favore, 289 contrari e 62 astenuti, un emendamento al testo sulla relazione sulla strategia di difesa Ue che invita la Commissione ad «aumentare il debito comune per far sì che l’Unione disponga della capacità di bilancio necessaria per contrarre prestiti in situazioni eccezionali e di crisi».
L’emendamento specifica che «tenendo conto dell’esperienza e degli insegnamenti tratti da NextGenerationEU, vista la necessità pressante di rafforzare la sicurezza e la difesa per proteggere i cittadini dell’Ue e ripristinare la deterrenza e sostenere gli alleati, innanzitutto l’Ucraina, l’Eurocamera sottolinea che l’onere di tale azioni deve essere condiviso equamente».
La delegazione del Partito democratico al Parlamento europeo aveva annunciato ancor prima del voto che si sarebbe espressa a favore della relazione, distanziandosi dal contenuto di alcuni emendamenti interni. «Nella fase emendativa, ribadiremo la nostra posizione di una richiesta di radicale cambiamento delle proposte di riarmo di Ursula Von der Leyen e voteremo contro gli emendamenti che ripropongono l'indirizzo», ha spiegato il capo delegazione Nicola Zingaretti.
E infatti il Pd ha votato compatto, opponendosi agli emendamenti sulla dichiarazione di aperto sostegno al piano di riarmo e alla richiesta di aumento «urgente» delle spese militari dei Paesi «ben oltre il 2%» contenuta nel Libro Bianco della difesa. Favorevoli invece a condannare le decisioni di alcuni Stati di uscire dal trattato di Ottawa sul divieto di uso di mine antiuomo e bombe a grappolo.
«Siamo soddisfatti per il voto favorevole della nostra delegazione alla relazione relativa all’attuazione della politica di sicurezza e difesa comune», ha detto la vicepresidente del parlamento, Pina Picerno. «È importante continuare il cammino verso l’implementazione di una vera difesa comune europea, superando l’attuale frammentazione, a partire dal programma Safe (Security Action For Europe) che l'intero gruppo sosterrà e dal varo del programma Edip».
Il no corale è arrivato dai grillini che sabato 5 aprile scenderanno in piazza «contro il riarmo, contro lo spreco di miliardi» manifestando nelle strade di Roma. La delegazione dei Cinque Stelle al Parlamento conferma in un comunicato che «il Movimento 5 Stelle ha votato con coerenza e orgoglio contro i due rapporti votati al Parlamento europeo sulla politica estera e di difesa: quest’ultimo, in particolare, è un inno alla guerra che chiede ai Paesi membri di preparare le famiglie e i giovani con esercitazioni e iniziative che facciano partecipare la società civile a questo sforzo bellico».
«Vergognoso inoltre l’approvazione dell’emendamento del Ppe che accoglie con favore il piano RearmEU della Commissione europea che stanzia ben 800 miliardi per l’escalation militare e porterà a dolorosi tagli alla spesa sociale e agli investimenti. Noi abbiamo votato no al testo finale anche perché contiene questo emendamento e sabato 5 aprile saremo in piazza con migliaia di cittadini per suonare la sveglia a quest’Europa della guerra e delle armi». riproduzione riservata)