L’Accademia Reale Svedese delle Scienze ha assegnato il Premio Nobel per la Fisica 2025 a John Clarke dell’Università della California, Michel H. Devoret dell’Università di Yale e della California, e John M. Martinis dell’Università della California, «per la scoperta dell'effetto tunnel quantistico macroscopico e della quantizzazione dell'energia in un circuito elettrico».
I vincitori del prestigioso riconoscimento, si legge in una nota, hanno condotto esperimenti con un circuito elettrico in cui hanno dimostrato sia l’effetto tunnel quantistico sia i livelli di energia quantizzati in un sistema abbastanza grande da poter essere tenuto in mano.
Il Nobel 2025 per la Fisica premia di fatto la scienza alla base dei computer quantistici. Come riporta il sito ufficiale Nobelprize.org, le ricerche di Clarke, Devoret e Martinis hanno dimostrato che è possibile costruire circuiti elettrici che si comportano come atomi artificiali, capaci di eseguire operazioni non più binarie (0 o 1) ma quantistiche, cioè basate su stati multipli sovrapposti. È questo principio – reso possibile dal cosiddetto effetto tunnel macroscopico – a permettere la nascita dei qubit superconduttori, la tecnologia oggi utilizzata da aziende come Google, Microsoft e Ibm nei loro processori quantistici.
Il riconoscimento arriva in un momento in cui il tema del quantum computing sta attirando crescente attenzione anche nei mercati finanziari. Utilizzando come benchmark per misurare le performance del settore l’Etf Qtum – Defiance Quantum, che replica il BlueStar Machine Learning & Quantum Computing Index, si può constatare che le principali aziende del ramo tecnologico hanno guadagnato circa il 71% negli ultimi sei mesi. Aumentando l’orizzonte temporale, cresce anche la performance: +80% nell’ultimo anno, +235% negli ultimi cinque e +352% dal 2018.
Il comparto ha beneficiato degli investimenti record collegati all’interesse crescente per l’AI. Nel primo trimestre del 2025, stando a quanto riporta il sito di settore The Quantum Insider, gli investimenti in aziende di quantum computing sono aumentati del 128% rispetto all’anno precedente, raggiungendo oltre 1,25 miliardi di dollari. Questo slancio è alimentato dalla crescente domanda di potenza computazionale per applicazioni AI avanzate, come modelli linguistici e ottimizzazione complessa. Le aziende stanno integrando il quantum computing per migliorare le capacità di calcolo e affrontare sfide che i computer tradizionali faticano a gestire.
Ma come direbbe uno degli economisti più influenti della storia contemporanea, Milton Friedman, «nei mercati non esistono pasti gratis». L’indice BlueStar Machine Learning & Quantum Computing Index – la cui valutazione può essere utilizzata come proxy di settore – ha un rapporto prezzo utili di circa 31. Questo implica, al momento, un tasso di rendimento implicito del 3,2%, considerando che, essendo aziende tecnologiche che tendono a reinvestire gli utili, hanno dividendi molto bassi (pari allo 0,7%) . Vuol dire che per recuperare l’investimento iniziale ci vorrebbero più di 25 anni. Per intenderci, i Treasury Usa con scadenza a 10 anni – per definizione costo/opportunità dell’investimento rischioso – rendono circa il 4,18%.(riproduzione riservata)