Virata al ribasso delle piazze europee nella seconda parte di giornata, in scia alla partenza debole degli indici di Wall Street. Il Ftse Mib, dopo una mattinata tendenzialmente sopra la parità, chiude le negoziazioni in ribasso dello 0,95% a 23.682 punti, mantenendosi ancora una volta sotto quota 24mila. Deboli anche gli altri listini europei: il Dax perde l'1,2%, il Cac lo 0,5%, lo Stoxx 600 lo 0,8%. Appena sopra la parità (+0,1%) il Ftse 100 di Londra. Stabile a 173 punti base lo spread Btp/Bund.
A pesare sull'andamento delle borse ci sono soprattutto le indicazioni provenienti dalla Cina. I duri lockdown imposti alla metropoli di Shanghai e ad alcune zone della capitale, per tenere sotto controllo il nuovo focolaio di pandemia da Covid-19, minacciano nuove interruzioni del commercio e delle catene di fornitura globali, con un potenziale impatto negativo sulla crescita economica.
A questo si aggiungono i timori per i tassi d'interesse, dopo l'annuncio la scorsa settimana di una politica monetaria più restrittiva da parte del numero uno della Federal Reserve, Jerome Powell. Il Nasdaq resta ancora sotto pressione, perdendo quasi il 3%: l'aumento del costo del denaro incide infatti tradizionalmente sui titoli growth, tra i quali rientrano per i tecnologici, fortemente rappresentati nell'indice.
Inoltre sulla performance del Nasdaq pesa l'effetto Tesla: il colosso delle auto elettriche guidato da Elon Musk perde quasi il 10% in seguito alla decisione del ministro dei Trasporti indiano, Nitin Gadkari, di vietare nel Paese la vendita di auto Tesla prodotte in Cina. Si ferma invece, dopo la corsa di ieri, l'adattamento al prezzo di offerta del titolo Twitter: oggi la società, ormai sul punto di essere acquisita dallo stesso Musk per 44 miliardi di dollari, flette di oltre il 3% a poco più di 50 dollari per azione.
Fortemente negativi anche gli altri indici di Wall Street: il Dow Jones perde l'1,5%, l'S&P 500 l'1,8%. Si allentano di contro le pressioni sull'obbligazionario, con il Treasury decennale che scende al 2,745%. In ripresa il petrolio, che guadagna oltre il 2% nei due indici di riferimento. Il Wti scambia a 100,8 dollari al barile, il Brent è sui 104,5 dollari. Oro intorno ai 1.905 dollari l'oncia. Bitcoin in ribasso a 39mila. Nuovo rally del dollaro: il cross tra euro e biglietto verde scende dello 0,5% a 1,0658. (riproduzione riservata)