Lunedì 14 aprile il Ftse Mib ha terminato le contrattazioni in rialzo del 2,76% a 34.966 punti, dopo che venerdì sera l’agenzia di rating S&P Global ha alzato il giudizio sull’Italia a BBB+ con outlook stabile, una promozione che non si vedeva dal 2017. E grazie anche all’amministrazione Trump che ha sospeso temporaneamente i dazi al tech proveniente in particolare dalla Cina.
Gli analisti di Banca Akros ricordano in una nota che la decisione di S&P si basa principalmente su quattro fattori: 1. La decisione dell’amministrazione statunitense di sospendere per tre mesi i dazi del 20% annunciati sui beni europei, sostituendoli con un’imposizione più contenuta del 10% limiterà l’impatto sull’economia, un effetto peraltro parzialmente compensato dall’accelerazione degli investimenti pubblici e dallo stimolo fiscale tedesco; 2. In secondo luogo, le esportazioni ancora forti e l’elevato tasso di risparmio del Paese hanno rafforzato la posizione creditizia netta dell’Italia verso l’estero, che si attesta intorno al 15% del Pil, rispetto a un livello prossimo allo zero nel periodo pre-pandemico. 3. Il debito pubblico netto rimane elevato, ricorda Banca Akros, pari a circa il 129% del Pil alla fine del 2024, ma grazie alla graduale riduzione del disavanzo, S&P Global prevede una stabilizzazione del rapporto debito/Pil a partire dal 2028. 4. La credibilità della Banca Centrale Europea, in un contesto di inflazione in calo nell’area euro (Italia compresa), sostiene la flessibilità sul fronte monetario e la solidità delle banche.
Secondo gli analisti di Banca Akros, la promozione dell’Italia è positiva per il mercato azionario, dal momento che potrebbe contribuire a ridurre il differenziale di valutazione rispetto all’Europa. Al momento di si tratta di un rapporto prezzo/utile di 9 volte atteso al 2025 contro le 13 volte per le società europee. A livello settoriale, «l’impatto è particolarmente favorevole per il comparto finanziario (banche e società di gestione, ndr) e per le utility che rappresentano il 60% della capitalizzazione dell’indice Ftse Mib, dal momento che dipendono in maniera importante dal mercato del debito», notano gli analisti di Banca Akros. (riproduzione riservata)