Capitali sempre più costosi, forte concorrenza e pochi profitti su cui staccare dividendi. Questo è il cocktail che nel 2023 ha fatto crollare i finanziamenti per il settore fintech a livello globale.
Lo scorso anno la raccolta delle start up della finanza digitale è caduta del 50% a 39,2 miliardi di dollari, mentre il volume delle operazioni è sceso del 38% a 3.801, i livelli più bassi registrati dal 2017. I numeri sono negativi anche se confrontati con quelli di un altro settore particolarmente penalizzato negli ultimi 12 mesi, cioè il venture capital che invece ha visto i finanziamenti diminuire del 42%. A mettere in fila i numeri della debacle è la società di analytics americana CbInsights nel suo ultimo report State of Fintech.
Su base trimestrale, il quarto trimestre del 2023 è stato il peggiore visto che a livello globale ha registrato il minor numero di operazioni di raccolta nel settore degli ultimi sette anni. Il paese che ancora fa da padrone sono gli Stati Uniti dove si è svolto il 41% delle operazioni, una quota cresciuta rispetto agli ultimi anni.
Al trend hanno contribuito soprattutto le start up in early-stage, cioè in fase iniziale d'investimento, sulle quali si è spostata l’attenzione dei grandi investitori. ll peso delle piazze nordamericane è avvenuto alle spese dell’Asia dove si è svolto appena il 20% delle operazioni di funding.
L’Europa è stata vivace sul fronte del m&a. Il Vecchio Continente ha registrato il 34% di queste operazioni, più di qualsiasi altra geografia. A livello globale invece, con 612 operazioni, l’attività di fusioni e acquisizioni si è mantenuta in linea con i numeri degli ultimi anni e al di sopra dei volumi pre 2021.
Rispetto al 2021 invece è diminuito drasticamente il numero di unicorni, cioè di fintech che hanno superato il miliardo di dollari di valutazione, anche se per la prima volta negli ultimi anni si sono affermate più società di questo tipo in Asia che negli Stati Uniti.
In termini settoriali, molto male è andata l’attività per le startup bancarie che lo scorso anno hanno registrato un calo del funding del 72%, il maggiore in termini percentuali. A soffrire di meno invece sono stati i pagamenti dove la contrazione è stata appena del 30%, anche se la percentuale è stata condizionata da due robusti round di Stripe (6,5 miliardi di dollari) e di Metropolis (un miliardo di dollari).
Anche se nel 2023 i finanziamenti al fintech siano diminuiti in tutte le geografie del mondo, l’Africa è stata quella meno colpita dal fenomeno. Le start up con sede nel continente hanno infatti raccolto finanziamenti per 0,8 miliardi di dollari, in calo solo del 27% sul 2022. Qui le operazioni più significative sono state il round di MNT Halan in Egitto (260 milioni di dollari), quello a Cash Plus in Marocco (60 milioni di dollari) e quello a M-Kopa in Kenya (55 milioni di dollari). (riproduzione riservata)