La Federal Reserve ha alzato i tassi d'interesse dello 0,75%, portandoli al 3-3,25%, il livello più alto dal 2008. È il terzo rialzo consecutivo di questa entità. Per la banca centrale Usa si tratta del ciclo di inasprimento monetario più aggressivo dagli anni 80, quando era presidente Paul Volcker. Il suo attuale successore, Jerome Powell, ha detto che continuerà ad aumentare il costo del denaro fino a quando l'inflazione non calerà e nessuno sa se questo percorso porterà a una recessione. Powell ha tuttavia ammesso che centrare un "atterraggio morbido" è difficile. Wall Street ha reagito con forti oscillazioni per poi chiudere con il Dow Jones in ribasso dell'1,7%, lo S&P500 dell'1,7% e il Nasdaq dell'1,8%. All'annuncio della Fed i rendimenti dei titoli di Stato Usa hanno avuto un'impennata: Il tasso a 2 anni ha raggiunto il livello più alto dal 2007 al 4,138%. Il tasso a 10 anni è balzato al 3,58% per poi ripegare al 3,51%.
I tassi saliranno al 4,4% a fine anno e al 4,6% nel prossimo, secondo la previsione mediana dei membri della Fed, che a giugno avevano indicato valori rispettivamente al 3,4 e al 3,8%. C'è stato quindi un forte aumento delle strette attese. Soltanto nel 2024 i fed funds sono previsti in calo al 3,9%. I mercati monetari stimano un rialzo dei tassi fino al 4,5% a marzo. "Puoi guidare la nave verso la tempesta perì tanto tempo, ma alla fine arriva il momento in cui devi chiudere i portelloni. Con il terzo aumento consecutivo del tasso di 75 punti base negli ultimi quattro mesi, gli operatori di mercato dovrebbero guardare dove andare a ripararsi per resistere alla tempesta imminente", ha affermato Charlie Ripley, senior investment strategist di Allianz Investment Management. (riproduzione riservata)