Torna a crescere a gennaio il debito pubblico italiano, che resta però sotto la soglia dei 3.000 miliardi toccati a novembre. Come si legge nei dati della Banca d'Italia a gennaio il debito è aumentato di 14,8 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.980,5 miliardi.
L’incremento riflette quello delle disponibilità liquide del Tesoro (12,3 miliardi, a 49,9) e il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (2,9 miliardi). In senso opposto ha operato l’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione dei tassi di cambio (complessivamente circa 0,5 miliardi).
Con riferimento alla ripartizione per sotto-settori, spiegano da via Nazionale, il debito consolidato delle Amministrazioni centrali è aumentato di 14,9 miliardi, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 0,1 miliardi. Pressoché invariato, invece, il debito degli Enti di previdenza.
La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia è diminuita al 21,4% (dal 21,7% del mese precedente). A dicembre (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti è aumentata di un decimo di punto al 31,2%, mentre quella in capo agli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) è rimasta stabile al 14,2%. (riproduzione riservata)