Negli Usa si può scommettere su di tutto. Non solo sulle competizioni sportive, ma anche sulle contese elettorali e sulle mosse di politica internazionale. Qualcuno ha guadagnato 400mila dollari puntando sull’arresto del presidente venezuelano Maduro a pochi giorni dalla sua cattura. Altri puntano regolarmente sulla tenuta della tregua fra Iran e Usa, o sulle prossime mosse del presidente americano.
Kalshi (che significa “tutto” in arabo perché permette di puntare su ogni genere di evento) e Polymarket, le due società leader del settore, potrebbero in un futuro non lontano quotarsi in borsa e la prima ha già oggi una valutazione di 22 miliardi di dollari, 10 miliardi la seconda. Non deve stupire se si pensa che in un anno il volume del trading settimanale, attraverso contratti simili a quelli dei futures, sul sito di Kalshi è passato da meno di 100 milioni di dollari a 3 miliardi, per chiudere l’anno con 44 miliardi di dollari complessivi di trading.
Di recente Tarek Mansour e Lara Lopes, i due giovani fondatori della società, che registra in assoluto la maggior crescita al mondo se si escludono i gruppi attivi sull’intelligenza artificiale, hanno dichiarato di aver raccolto solo in marzo puntate per 13 miliardi di dollari, di cui il 70% legato ad avvenimenti sportivi. Il tutto facendo da sensale fra chi compra e chi vende il future su un determinato evento.
Nel frattempo crescono le azioni legali nei confronti dei due siti per stabilire se la loro attività sia realmente di trading o rappresenti di fatto una serie di scommesse (gambling) che andrebbero regolate in altro modo. Al momento 14 stati americani hanno lanciato azioni legali in tal senso - e Kalshi ha vinto di recente la causa nei suoi confronti lanciata in New Jersey e perso quella in Arizona- e al Congresso quattro diverse proposte di legge sono state presentate.
Fra i timori c’è anche quello che i due siti abbiano di fatto permesso attività di insider trading su eventi politici di natura domestica e internazionale, ovvero se ci sia chi abbia puntato su un determinato sviluppo politico-militare, sulla base di informazioni riservate di cui era a conoscenza. In tal senso una imminente proposta di legge bipartisan chiede che sia vietato ai membri del Congresso, al presidente Usa e alti funzionari del governo federale di scommettere su eventi legati al loro ruolo istituzionale.
Le due società, che sono tecnicamente attive nel “prediction market”, sono regolate dalla Cftc, ovvero l’authority americana che regola il trading dei derivati e dei futures. Questo significa che il trading è aperto solo a residenti negli Usa, e le piattaforme in questione non sono offshore.
La supervisione di una authority americana, la protezione contro l’insider trading e la sorveglianza sul trading 24/7 sono le garanzie offerte agli investitori che possono intervenire sia tramite una app che direttamente sul sito, mentre un’altra piattaforma viene offerta a broker e operatori terzi.
In genere Kaslhi percepisce una commissione dell’1,5% su ogni match fra venditori e compratori sulle sue piattaforma e i margini operativi del gruppo sono molto alti, e vicini al 65%.
In tutto questo il figlio di Donald Trump, Donald Trump Junior, è azionista di Polymarket e consigliere di Kalshi. Con l’aggiunta che il presidente Biden aveva multato e bloccato l’attività di Polymarket negli Usa nel 2022 perché la considerava un sito di scommesse non regolamentato. La società è tornata ad operare da meno di un anno, ed è passata sotto la regolamentazione della Cftc, grazie a una acquisizione.
Nel frattempo i maggiori operatori sul fronte delle scommesse sportive hanno creato una coalizione, la Sport Betting Alliance, per sostenere la loro attività anche tramite attività di lobbying e donazioni a candidati elettorali, anche per contrastare l’ascesa delle due rivali. Il tutto in un paese dove il trading sugli eventi sportivi era sostanzialmente illegale fino al 2018 e quello sulle elezioni politiche lo era fino al 2024.
E anche i siti stessi hanno aumentato la vigilanza interna: nei giorni scorsi Kalshi ha multato e poi squalificato dalla sua piattaforma tre candidati di tre stati diversi alle prossime elezioni del Congresso per avere scommesso sulle loro stesse elezioni. L’accusa è quindi di insider trading politico.
Sul fronte sportivo, invece, la situazione è molto più semplice: da pochi giorni Polymarket, che sponsorizza con 22 milioni di dollari la Lazio in Italia, dove peraltro non può operare, è anche il partner ufficiale della Major League di baseball americana. (riproduzione riservata)