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I missili Tomahawk all’Ucraina? Cosa cambia per le aziende europee della difesa
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I missili Tomahawk all’Ucraina? Cosa cambia per le aziende europee della difesa

13 ottobre 2025, 10:10 Ultimo aggiornamento: 17:53

Mentre proseguono i realizzi sul settore europeo della difesa (+117% nel 2025), in seguito alla pace a Gaza, il presidente Usa Trump ha detto che potrebbe prendere in considerazione l’idea di armare l’Ucraina con missili Tomahawk a lungo raggio. Spunti interessanti per Leonardo e Fincantieri

Il settore europeo della difesa torna sotto i riflettori dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha dichiarato che potrebbe prendere in considerazione l’idea di armare l’Ucraina con missili Tomahawk a lungo raggio, che permetterebbero di colpire più in profondità all’interno della Russia. Ma ha aggiunto che potrebbe prima parlare con il presidente russo, Vladimir Putin, nel tentativo di porre fine alla guerra. In particolare, il tycoon potrebbe usare i Tomahawk come leva nei confronti del presidente russo per porre fine alla guerra in Ucraina.

Trump potrebbe armare l’Ucraina con i missili Tomahawk 

Trump ha rivelato di aver discusso di queste armi potenti durante una conversazione con il presidente ucraino, Volodymyr Zelenskyj, nel fine settimana, oltre alla necessità per Kiev di ricevere più missili Patriot. Naturalmente The Donald preferirebbe che le armi statunitensi siano fornite ai Paesi membri della Nato e poi indirizzate all’Ucraina, anche se non è chiaro quale meccanismo specifico avrebbe in mente per l’eventuale vendita dei Tomahawk.

In ogni caso, ha ribadito che gli Stati Uniti sono aperti a consentire all’Ucraina di ricevere più armi di fabbricazione americana, purché ciò non riduca eccessivamente le scorte statunitensi. «Hanno bisogno di più armi e stiamo valutando come fare. Speriamo di poterle fornire. Sapete, anche il nostro Paese ha bisogno di armi. Non possiamo darne così tante da restare senza, non si sa mai cosa potrebbe accadere», ha dichiarato.

Si teme una ritorsione da parte della Russia

Dichiarazioni che non suonano nuove al Cremlino che lo scorso 7 ottobre aveva detto di attendere chiarimenti dagli Stati Uniti in merito al possibile invio di missili Tomahawk all'Ucraina, sottolineando che tali armi potrebbero teoricamente trasportare testate nucleari. Il portavoce, Dmitry Peskov, ha sottolineato che Mosca vedrebbe la fornitura di Tomahawk a Kiev come una grave escalation.

Ancora realizzi sui titoli della difesa 

Nonostante questo, il 13 ottobre in chiusura hanno prevalso le prese di profitto sui titoli del settore europeo della difesa (+117% nel 2025) dopo quelle di venerdì 10 ottobre in scia all’annuncio della pace a Gaza: Rheinmetall è scesa dello 0,13%, Bae Systems dell’1,56%, Dassault Aviation dell’1%, Saab del 2,3%, Kongsberg dell’1%, Renk Group dell’1,8% e Thales dello 0,97%. Unica positiva Hensoldt  con un +0,57%.

Notizie positive per Leonardo e Fincantieri

Anche Leonardo è arretrata dello 0,19% a 52,80 euro anche se la joint venture con Rheinmetall ha ricevuto un ordine da circa 700 milioni di euro dall'esercito italiano per la fornitura di Lynx, veicoli blindati su ruote da combattimento, secondo Il Fatto Quotidiano di domenica.

Ha stornato dall’ultimo massimo storico pure Fincantieri, in calo del 2,17% a 25,30 euro. Ma in un’intervista a Milano Finanza il ceo, Pierroberto Folgiero, ha anticipato un significativo aumento della capacità produttiva nella difesa entro il 2030. Il nuovo piano industriale, atteso per il primo semestre del 2026, prevede una riorganizzazione dei cantieri italiani con lo spostamento di alcune attività civili in Romania e Vietnam, in un'ottica di maggior efficienza e concentrazione sul segmento militare. Folgiero ha sottolineato, inoltre, la necessità di rafforzare la cooperazione europea nel comparto navale, citando i fondi Safe e Edf (European Defence Fund) come strumenti chiave.

L’azienda sta lavorando al nuovo business plan al 2030, che dovrebbe essere finalizzato entro la fine dell’anno/inizio 2026. Questo dopo l’accelerazione del settore della difesa europeo. In una prima fase, sottolinea Banca Akros, Fincantieri migliorerà la capacità cantieristica navale con la conversione dei cantieri ibridi italiani di Palermo e Castellammare interamente per la difesa e lo spostamento di parte della produzione di navi da crociera e offshore verso i cantieri in Romania e Vietnam, oltre all’introduzione di alcune tecniche costruttive già utilizzate per le navi da crociera nei cantieri militari. Seguirà poi una seconda fase con maggiori investimenti infrastrutturali.

Fincantieri è basata su tre principali business unit, ma la divisione subacquea dovrebbe diventare il quarto pilastro del gruppo. La nuova divisione, istituita nel 2025, si concentrerà su prodotti tradizionali come sottomarini, siluri e sonar, oltre a piattaforme innovative come droni, sistemi di controllo, ricarica e comunicazione e unità di superficie per il lancio e il recupero. Banca Akros ha confermato la raccomandazione neutral e il target price a 23,50 euro sul titolo. Invece, AlphaValue ha un rating add su Leonardo con un potenziale upside del 18,8%, su Airbus (upside del 13%), su Thales (upside del 12,3%) e su Mtu Aero (upside del 14,6%). (riproduzione riservata)



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