Nella lista dei grandi investitori internazionali che starebbero studiando un ingresso nel capitale del broker assicurativo Wide Group, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, ci sono nomi blasonati come Kkr e Goldman Sachs, ma anche Preservation Capital, Cvc Capital Partners e Hld Europe.
L’elenco potrebbe allungarsi ulteriormente nei prossimi giorni in vista del processo formale di gara il cui avvio è atteso per ottobre.
Di certo l’interesse per la società di brokeraggio fondata nel 2016 dal chief executive officer Gianluca Melani assieme ai due managing partner Matteo Barbini e Gerardo di Francesco, sembra notevole, come del resto avviene ormai da qualche anno nel mercato italiano dell’intermediazione assicurativa, con i grandi fondi esteri pronti a investire importanti risorse sulla crescita e sull’aggregazione delle società del settore.
La stessa Wide nell’agosto del 2023 ha registrato l’ingresso nel suo capitale del fondo di private equity inglese Pollen Street, che ha rilevato una quota di minoranza del broker. Da allora le operazioni chiuse da Wide, tra acquisizioni e aggregazioni, sono state in totale 17 e la società è arrivata a disporre di un fatturato di circa 100 milioni e 500 milioni di premi intermediati, con un organico di oltre 500 persone tra broker, dipendenti e collaboratori distribuiti nelle quasi 30 sedi operative aperte sul territorio nazionale. L’espansione è stata supportata anche dal finanziamento erogato da BlackRock con una linea di credito fino a 300 milioni di euro.
L’ultima operazione siglata è stata lo sbarco del broker in Inghilterra: Wide ha rilevato una partecipazione di minoranza in Furness Insurance Services, la holding londinese di Fenchurch Street. È stata la prima operazione del gruppo fuori dall’Italia dopo tre anni di aggregazioni nel mercato domestico ed è stata anche la prima che non ha riguardato la distribuzione al cliente finale. Finora Wide aveva aggregato reti di territorio e portafogli specializzati. Nel caso di Fenchurch Street ha rilevato invece una quota di una mga (managing general agent), società che sta a monte della catena, nella quale il rischio assicurativo viene collocato e sottoscritto. E trattative per nuove aggregazioni starebbero proseguendo anche in queste settimane. Il risultato è che Wide in questi tre anni ha raggiunto in anticipo gli obiettivi di sviluppo che erano stati fissati con il piano quinquennale con l’arrivo di Pollen Street, che a questo punto è intenzionato a monetizzare l’investimento con una valutazione del broker che si avvicinerebbe ai 600 milioni di euro.
L’ingresso di un nuovo azionista, che potrebbe arrivare a prendere una quota di maggioranza, darebbe avvio a una seconda fase di sviluppo di Wide Group per arrivare in prospettiva a una valutazione di un miliardo e - perché no? - portare in borsa la società. Si vedrà. L’interesse degli investitori, come detto, c’è viste le manifestazioni d’interesse ricevute da Evercore, l’advisor incaricato per l’operazione. Ora si entra nel vivo della gara. (riproduzione riservata)