Il recente correttivo al Testo Unico sulle fonti rinnovabili segna un passaggio significativo per la politica energetica italiana. Il Paese aveva bisogno di una cornice normativa più chiara, stabile e semplificata.
Con questo decreto si riducono i tempi autorizzativi, si chiariscono definizioni fondamentali come quelle di infrastrutture indispensabili e repowering, si introduce un punto di contatto unico a livello locale. Sono misure che rispondono a una richiesta precisa di certezza e velocità da parte di imprese e comunità.
La transizione energetica non è un’opzione, ma una necessità industriale e sociale: oggi importiamo oltre il 70% dell’energia che consumiamo e la dipendenza dalle dinamiche internazionali del gas ci espone a rischi che abbiamo toccato con mano.
Accelerare sulle rinnovabili significa rafforzare l’autonomia, abbassare i costi per famiglie e imprese e allinearci alla competitività europea.
Ma attenzione: l’esperienza della Spagna, che ha puntato su una rapida penetrazione delle rinnovabili senza un adeguato coordinamento di rete, mostra i limiti di una crescita non bilanciata, trovandosi ora in una situazione paradossale, con prezzi talvolta negativi sul mercato all’ingrosso e una difficoltà di stabilità del sistema.
Per evitare questo scenario sarà decisivo il ruolo di Terna: solo investendo in reti di trasmissione e sistemi di accumulo potremo integrare in sicurezza nuova energia verde. In questo senso, gli investimenti già pianificati rappresentano un segnale forte.
Il decreto aiuta a correggere distorsioni che hanno frenato lo sviluppo. Il repowering degli impianti esistenti può aumentare la produzione del 20-30% senza nuovo consumo di suolo. È una via rapida ed efficiente, che non possiamo trascurare. Allo stesso tempo, il chiarimento sulle aree idonee dovrebbe ridurre l’incertezza che ha rallentato troppi progetti.
Per le utility il nuovo quadro rappresenta un’opportunità concreta. Secondo Utilitalia, nel quinquennio 2024-28 sono programmati oltre 19 miliardi di investimenti nel comparto energetico, di cui quasi 8 nelle rinnovabili.
Ma il vero salto sarà nella capacità di legare questi investimenti non solo alle reti e agli impianti, ma anche ai cittadini, attraverso comunità energetiche e progetti di autoproduzione diffusa, oltre che estendendo strumenti come i Power Purchase Agreements (Ppa) alle utenze private. In questo modo, le utility potranno diventare protagoniste di una nuova stagione di collaborazione diretta con famiglie e imprese.
I benefici saranno tangibili anche sulle bollette: un maggiore peso delle Fer ridurrà l’esposizione ai mercati internazionali del gas e renderà le tariffe più competitive. Tuttavia, perché ciò avvenga, serve un impegno chiaro a evitare che i vantaggi vengano intercettati solo dalla speculazione finanziaria.
Le utility territoriali hanno un ruolo chiave: non sono meri operatori di mercato, ma aziende pubbliche radicate nei territori, capaci di stringere patti con le amministrazioni locali per garantire che, laddove si autorizzano impianti rinnovabili, i benefici tornino in tariffe più sostenibili, sostegno ai distretti produttivi energivori, sviluppo di comunità energetiche e nuova occupazione.
La transizione, dunque, non è solo una sfida tecnologica ma anche un patto sociale. Il correttivo rappresenta un passo importante, ma sarà la capacità di collegare norme, investimenti e cittadini a fare davvero la differenza.
La semplificazione è necessaria, ma da sola non basta: serve una visione di sistema che metta al centro la neutralità tecnologica, riconoscendo il ruolo centrale delle rinnovabili, ma senza considerarne l’esclusività.
Per garantire sicurezza, sostenibilità e indipendenza energetica al Paese sarà fondamentale valorizzare tutti i vettori energetici a disposizione: dalle rinnovabili al nucleare pulito, dal gas come fonte strategica per assicurare flessibilità e stabilità del sistema a nuove soluzioni di accumulo e gestione intelligente delle reti. Solo una transizione plurale e bilanciata potrà essere sicura, sostenibile e soprattutto equa. (riproduzione riservata)
*presidente esecutivo di Estra
e presidente di Confservizi