La fusione tra Honda e Nissan, che avrebbe dato vita al terzo gruppo automobilistico mondiale per volumi di vendita, è stata ufficialmente cancellata. A comunicarlo sono state le società in una nota, ma la notizia era nell’aria da settimane: secondo quanto riportato, le trattative avviate lo scorso dicembre si erano arenate su divergenze insanabili riguardanti l’autonomia gestionale di Nissan, già in difficoltà per una lunga fase di ristrutturazione finanziaria. Il progetto prevedeva la creazione di una holding comune entro il 2026, mantenendo però i due marchi separati, con l’obiettivo di ridurre i costi nella ricerca e sviluppo di veicoli elettrici, un settore chiave nella sfida ai colossi Tesla e Byd.
Uno dei principali nodi, che ha portato alla rottura delle trattative, è stato il ruolo di Nissan all’interno del nuovo conglomerato. Honda avrebbe voluto esercitare una maggiore influenza operativa, condizione che Nissan ha ritenuto inaccettabile, preoccupata di perdere il controllo sulle proprie strategie industriali. Il marchio di Yokohama sta attraversando una fase complessa: nel novembre scorso ha annunciato un drastico taglio di 9 mila posti di lavoro a livello globale e una riduzione della capacità produttiva del 20%. A complicare ulteriormente la situazione, la sospensione della produzione nello stabilimento cinese di Changzhou, parte della joint venture con Dongfeng Motor. Nissan ha sofferto più di altre case automobilistiche la transizione all’elettrico e non ha ancora completamente recuperato dalla crisi, che ha fatto seguito all’allontanamento e all’arresto dell’ex presidente Carlos Ghosn nel 2018.
La fine delle trattative con Honda non significa l'isolamento per Nissan. Renault, che detiene ancora il 35% del capitale del marchio giapponese, ha confermato tramite una nota che continuerà a supportare Nissan nei suoi progetti strategici. Tuttavia, il gruppo francese ha ribadito che non accetterà alcuna operazione che non preveda un premio di controllo, segnale che la sua posizione nell’alleanza con Nissan resta ancora oggetto di possibili sviluppi. Nel frattempo, negli ultimi giorni si è fatta avanti Foxconn, il colosso taiwanese dell’elettronica, con un interesse concreto per rilevare parte della quota di Renault in Nissan. L’azienda di Taiwan, già attiva nello sviluppo di piattaforme per veicoli elettrici, potrebbe rappresentare un partner tecnologico fondamentale per il futuro di Nissan, garantendo nuove risorse per affrontare la sfida dell’elettrificazione.
Secondo Bloomberg, anche Kkr starebbe valutando un possibile investimento in Nissan ora che le trattative per una fusione con la rivale giapponese Honda sono fallite. Secondo quanto appreso da fonti informate dei fatti, il colosso del private equity statunitense starebbe considerando un investimento azionario o di debito nella casa automobilistica giapponese proprio per migliorarne la posizione finanziaria. La valutazione sarebbe ancora in fase preliminare e Kkr potrebbe anche decidere di non procedere con un investimento.
Nonostante il fallimento del piano di fusione, Honda e Nissan continueranno a collaborare su alcuni progetti strategici. Entrambe le aziende, insieme a Mitsubishi Motors, proseguiranno il lavoro congiunto su sinergie legate allo sviluppo software per veicoli intelligenti e altre innovazioni nel settore automotive. Tuttavia, senza un’integrazione più profonda, la portata di queste iniziative resterà limitata rispetto al grande piano iniziale. (riproduzione riservata)