Percorsi di pace «giusti e duraturi», il dialogo per porre fine alle ostilità, preghiera e vicinanza al popolo ucraino, gli sforzi per liberazione dei prigionieri e «la disponibilità ad accogliere in Vaticano i rappresentanti di Russia e Ucraina per i negoziati per il cessate il fuoco e poi la pace definitiva in Ucraina». Questi i temi al centro del colloquio di oggi, 9 luglio, a Castel Gandolfo, tra Papa Leone XIV e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Il leader ucraino ha poi dichiarato ai media vaticani: «È una questione molto importante, ne abbiamo parlato. Naturalmente vogliamo che questa guerra finisca, e naturalmente contiamo molto sul Vaticano, che il Vaticano e Sua Santità possano aiutarci con un luogo di incontro ad alto livello, per finire questa guerra. Grazie», ha concluso. Zelensky è arrivato a Roma per la Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina del 10 e 11 luglio al centro congressi La Nuvola dell’Eur, nella capitale.
A Roma, nel pomeriggio, ha incontrato, per circa quaranta minuti, al Quirinale anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Con la vicinanza più intensa e concreta, la posizione dell’Italia è e rimane assolutamente ferma e vorrei anche esprimere ammirazione per il comportamento del popolo ucraino, il che rafforza la nostra convinzione di appoggio e sostegno pieno al vostro paese, benvenuto presidente», ha ribadito Mattarella al presidente dell’Ucraina.
Mobilitare il sostegno internazionale per la ripresa, la ricostruzione e la modernizzazione dell’Ucraina attirando investimenti privati senza i quali la ricostruzione, che secondo le stime della Banca Mondiale richiede circa 500 miliardi di euro, difficilmente potrà realizzarsi. È l’obiettivo che si pone la Ukraine Recovery Conference (Urc 2025), maggiore appuntamento internazionale dell’anno che si terrà dal 10 all’11 luglio a Roma.
Oltre 5mila partecipanti registrati, 15 tra Capi di Stato e di governo, circa 100 delegazioni ufficiali e 40 organizzazioni internazionali, 2mila aziende (tra cui 500 italiane), centinaia di esponenti delle autonomie locali e della società civile: numeri che superano abbondantemente quelli fatti registrare dall'edizione dello scorso anno. Presenti lo stesso Zelensky, la premier Giorgia Meloni, il cancelliere Friedrich Merz, Ursula von der Leyen e il primo ministro polacco Donald Tusk. Attesa anche una call con i «volenterosi» riuniti dal primo ministro del Regno Unito Keir Starmer e dal presidente della Francia, Emmanuel Macron, in Gran Bretagna.
«Noi stiamo investendo molto per aiutare l’Ucraina. Ci saranno progetti importanti» e «incentiviamo le imprese italiane che vorranno partecipare alla ricostruzione, è una priorità italiana ed europea, da domani se ne discuterà a Roma per dare un messaggio forte di solidarietà a Kiev», ha detto il vicepremier azzurro Antonio Tajani a margine dell'assemblea Anbi.
Una Conferenza, quella per la ricostruzione dell’Ucraina 2025, che punta a superare anche i 16,5 miliardi di euro di fondi raggiunti, attraverso un centinaio di accordi, nell’edizione di Berlino. «Ma anche se non dovesse accadere e dovessimo raggiungere solo 14 miliardi sarebbe comunque un successo», hanno precisato i rappresentanti della Task Force istituita dalla Farnesina. Il motivo del «forte interesse» registrato a tutti i livelli dal governo italiano, che su questo fronte ha profuso il massimo impegno, è che la partita della ricostruzione dell’Ucraina - è stato spiegato - vale secondo la Banca mondiale 500 miliardi di euro, «una partita strategica importantissima, destinata a durare un decennio», ha sottolineato Davide La Cecilia, inviato speciale dell’Italia per la ricostruzione dell’Ucraina.
Per avere un paragone: il Piano Marshall valeva tre volte meno. La ricostruzione e il parallelo processo di integrazione dell’Ucraina nell’Unione europea rappresentano obiettivi strategici per l’Italia, non solo per corrispondere alle aspirazioni della popolazione Ucraina ma anche per evitare una forte area di instabilità non lontana dai confini nazionali. Entrambi i processi costituiscono inoltre un’importante opportunità per il nostro sistema produttivo che dimostra forte interesse a parteciparvi.
L’attività di supporto internazionale all’Ucraina comprende l’assistenza di emergenza per le necessità immediate, inclusi la resilienza energetica e il sostegno al budget - il gap di bilancio ucraino è stimato in 35-40 miliardi di euro nel 2026 - l’attuazione di progetti di ripresa rapida e la creazione di condizioni atte a sbloccare gli investimenti privati, nonché un migliore coordinamento con comunità locali e società civile in modo da assicurare la loro piena partecipazione al processo di ricostruzione. (riproduzione riservata)