«Dobbiamo assicurarci che l’Iran non abbia l’arma nucleare». Lo ha detto Donald Trump. «Spero non dovremo fare la guerra, ma potremmo dover infliggere loro un altro duro colpo», ha aggiunto il presidente. «Se dovessimo lasciare ora, all’Iran servirebbero 25 anni per ricostruire. Ma non lasciamo: vogliamo fare le cose per bene», ha detto il tycoon sottolineando che i missili di Teheran «sono esauriti all’82%. Stimiamo che la loro capacità produttiva sia molto ridotta, poiché li abbiamo colpiti. La loro marina è stata annientata. Il presidente Xi mi ha promesso che non invierà armi all'Iran. Gli credo sulla parola», ha messo in evidenza Donald Trump.
La Nato sta discutendo la possibilità di aiutare le navi a transitare attraverso lo Stretto di Hormuz, se la via marittima non sarà riaperta entro l’inizio di luglio. Lo afferma Bloomberg, citando un alto funzionario dell’Alleanza atlantica. L’idea ha il sostegno di diversi membri della Nato, ma non ancora l’unanimità necessaria, ha dichiarato un diplomatico di un Paese membro. «L’indirizzo politico viene prima, e poi la pianificazione formale avviene dopo» ha detto il Comandante supremo alleato in Europa della Nato, Alexus Grynkewich, in conferenza stampa. «Ci sto pensando? Assolutamente», ha aggiunto. Finora, gli alleati hanno insistito sul fatto che sarebbero intervenuti nello stretto solo dopo la fine dei combattimenti e attraverso la formazione di una vasta coalizione che includa anche Paesi non Nato. Un portavoce della Nato non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dato all'Iran un ultimatum per finalizzare nei prossimi giorni un accordo sul nucleare che porrebbe fine al conflitto. "Dico due o tre giorni. Forse venerdi', sabato, domenica. Qualcosa forse all'inizio della prossima settimana. Un lasso di tempo limitato", ha detto ai giornalisti durante una visita al cantiere della sala da ballo della Casa Bianca.
«L’incertezza economica globale ha accentuato i rischi per la crescita e per l’inflazione, in un contesto di conflitto in corso in Medio Oriente, in particolare attraverso le pressioni sulle catene di approvvigionamento di energia, alimenti e fertilizzanti, che colpiscono in modo particolare i paesi più vulnerabili. Per mitigare questi impatti negativi, riconosciamo che un rapido ritorno alla libera e sicura circolazione attraverso lo Stretto di Hormuz e una soluzione duratura del conflitto sono imperativi». Lo si legge nel comunicato finale del G7 Finanze appena concluso a Parigi.
L’esercito iraniano ha avvertito che aprirà «nuovi fronti» se gli Stati Uniti riprenderanno gli attacchi sospesi dopo il cessate il fuoco dell’8 aprile. «Se il nemico sarà così sciocco da cadere di nuovo nella trappola dei sionisti e lanciare un’altra aggressione contro il nostro amato Iran, apriremo nuovi fronti contro di esso», ha affermato il portavoce militare Mohammad Akramiya, citato dall’agenzia di stampa iraniana Isna.
L’Arabia Saudita sta conducendo «intensi colloqui» con i Paesi della regione, tra cui Qatar e Oman, nel tentativo di formulare una posizione unitaria rispetto ai rapporti con l’Iran. Lo riferisce il quotidiano libanese Al-Akhbar, legato ad Hezbollah, citando fonti egiziane e saudite.
Riad è insoddisfatta per la «politica della sorpresa» del presidente Usa Donald Trump e per il disinteresse di Washington per le conseguenze sulla sicurezza e sulla situazione politica nel Golfo. Le fonti hanno aggiunto che l’Arabia Saudita «non ha fiducia» nel processo decisionale dell’amministrazione Usa, che a suo avviso ha avviato e poi interrotto la guerra basandosi esclusivamente su una «visione condivisa» con Israele. Questa mancanza di fiducia sta ritardando i progressi nei colloqui di normalizzazione con Israele.
Anche il Qatar ha dichiarato che i negoziati tra Stati Uniti e Iran, mediati dal Pakistan, necessitano di più tempo per raggiungere un accordo. «Sosteniamo lo sforzo diplomatico del Pakistan, che ha dimostrato serietà nel riunire le parti e trovare una soluzione, e crediamo che serva più tempo», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, in una conferenza stampa.
Il viceministro degli Esteri iraniano ha illustrato i termini dell’ultima proposta di pace presentata dall’Iran agli Stati Uniti. Lo riporta l’agenzia di stampa statale iraniana Irna citata da Sky News. Kazem Gharibabadi ha affermato che la proposta prevede la revoca delle sanzioni contro Teheran; lo sblocco dei fondi congelati; la fine del blocco marittimo imposto al Paese; la fine della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano; il ritiro delle forze statunitensi dalle aree vicine all’Iran e la copertura delle spese per la distruzione causata dalla guerra.
Se riprendesse la guerra, l’Iran si starebbe preparando a prendere il controllo anche dello Stretto di Bab al-Mandeb, il braccio di mare che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e attraverso il quale transita un decimo del commercio mondiale. A scriverlo è il New York Times, che la cita come opzione sul tavolo. Lo stretto si trova in prossimità di territori controllati dagli Houthi, una milizia yemenita sostenuta dallo stesso Iran.
Secondo Sky News Arabia, che cita il vice ministro degli Esteri iraniano, sono tre gli elementi principali dell’ultima proposta inviata dall’Iran agli Usa: la rimozione delle sanzioni internazionali, il rilascio dei beni iraniani congelati all'estero e la fine del «blocco» economico. L’Iran chiede che il conflitto venga concluso anche in Libano e sugli altri fronti aperti.
La ripresa degli attacchi già pianificati degli Stati Uniti all’Iran sono stati sospesi dal presidente Usa, Donald Trump. A darne notizia è lo stesso tycoon, che in un post su Truth ha annunciato di aver sospeso il «pianificato attacco all'Iran» in programma il 19 maggio su richiesta dell'Emiro del Qatar, del principe ereditario dell'Arabia Saudita e del presidente degli Emirati Arabi Uniti «poiché sono in corso seri negoziati». «Ho impartito istruzioni al Segretario alla Guerra, Pete Hegseth, al Capo dello Stato Maggiore Congiunto, Generale Daniel Caine, e alle Forze Armate degli Stati Uniti, affinché non venga eseguito l'attacco contro l'Iran», ha scritto Trump.
Il presidente ha aggiunto che nell’accordo sarà fondamentale includere che l’Iran non abbia armi nucleari. Ma Trump avverte che ha dato ordini ai suoi vertici di «tenersi pronti a procedere con un attacco su vasta scala contro l'Iran in qualsiasi momento, qualora non si raggiunga un accordo accettabile». (riproduzione riservata)