A poche ore di distanza dall’intesa tra Stati Uniti e Ucraina, raggiunta l’11 marzo in Arabia Saudita su una proposta di tregua di 30 giorni, il presidente americano Donald Trump va in pressing su Vladimir Putin perché accetti la tregua di un mese in Ucraina negoziata dagli Stati Uniti con Kiev nell’incontro di Gedda. Intanto gli inviati americani sono partiti per Mosca per riferire i risultati nei negoziati bilaterali, ha spiegato il presidente Usa nel corso di un incontro alla Casa Bianca con il primo ministro irlandese Micheal Martin.
«Si spera che possiamo ottenere un cessate il fuoco dalla Russia», ha detto Trump ai cronisti. Incalzato sulle eventuali misure che possa mettere in campo per convincere Mosca ha affermato che «dal punto di vista finanziario, posso fare cose che sarebbero molto negative per la Russia, devastanti» ma «non intendo farle perché voglio la pace».
Il presidente Usa non ha risposto alla domanda se abbia intenzione di incontrare Putin. Per ora andrà a Mosca il suo inviato speciale Steve Witkoff. «Speriamo di poter ottenere un cessate il fuoco dalla Russia. E se ci fossimo riusciti, penso che avremmo fatto l’80% della strada per porre fine a questo orribile bagno di sangue», ha sottolineato. Trump ha insistito sul fatto che l'Ucraina è stata la «parte più difficile» del negoziato e ha ricordato il battibecco alla Casa Bianca con il presidente ucraino Volodymir Zelensky, ma ora - ha sottolineato - Kiev è impegnata a raggiungere la pace».
Il Cremlino per ora nicchia in attesa di una telefonata «di alto livello» che veda ai due capi della cornetta proprio Putin e Trump. Rimane, comunque, ancora alta l’incertezza sul fatto che Mosca possa accettare un semplice cessate il fuoco senza precise condizioni di pace, un’ipotesi che la Russia ha finora respinto. Prima di dare una risposta Mosca, infatti, fa sapere di volere parlare con gli americani per avere un resoconto dettagliato del contenuto delle trattative in Arabia Saudita.
Certo, fanno notare dalla parte russa, le trattative non possono essere aiutate da attacchi massicci come quello delle scorse ore, che hanno visto gli ucraini lanciare oltre 330 droni sul territorio della Federazione, di cui una novantina sulla regione di Mosca, dove si contano tre morti. Il tutto mentre sul terreno prosegue la veloce avanzata delle truppe di Mosca nella regione di Kursk per respingere oltre confine le forze d'invasione ucraine. Il ministero della Difesa russo ha annunciato che i suoi soldati hanno riconquistato 12 villaggi e più di 100 chilometri quadrati. E ha aggiunto che le unità russe del gruppo di truppe del Sud hanno conquistato l’insediamento ucraino di Gorky, nella regione di Donetsk, in Donbass, nell’ucraina orientale.
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, a sua volta, ha fatto sapere che l'Ucraina si aspetta «un’azione forte» dagli Usa se la Russia non accetterà la tregua, ribadendo che non cederà territori. Restano, dunque giorni decisivi per le sorti di una guerra che va avanti da oltre tre anni mentre l’Europa si dichiara come il principale alleato di Kiev in seguito «all’apparente cambio di posizione degli Usa» sulla guerra di aggressione della Russia. In una risoluzione approvata con 442 voti a favore, 98 contrari e 126 astenuti, gli eurodeputati criticano fermamente la politica dell’amministrazione Usa «di rappacificarsi con la Russia» e chiedono di «aumentare in modo significativo il sostegno militare a Kiev». (riproduzione riservata)