Ore 12:00 Rubio: siamo sempre aperti alla diplomazia
Ore 11:30 L’Iran chiede all’agenzia internazionale per l’energia atomica di denunciare gli attacchi alla centrale di Darkhovin
Ore 10:30 Iran: sforzi diplomatici vanno avanti nonostante gli attacchi Usa
Ore 10:15 L’Iran si attende l’invasione di terra delle truppe americane
Ore 9:30 Colpita la centrale nucleare iraniana di Darkhovin
Ore 9:00 Due terremoti in Iran nella provincia di Kermanshah: magnitudo 5.2 e 5.7
Ore 8:30 Avvertite esplosioni a Manama, la capital del Bahrein
Un’altra notte di raid Usa in Iran per vendicare i soldati caduti in Kuwait, altri tra Iraq e Arabia Saudita. Gli Stati Uniti hanno attaccato per il nono giorno consecutivo le infrastrutture di Teheran. «Gli attacchi continueranno a indebolire le capacità militari iraniane utilizzate per attaccare navi mercantili e marinai civili che transitano nello Stretto di Hormuz», ha dichiarato il comando centrale degli Stati Uniti in un post su X. Il presidente Usa Donald Trump ha aggiunto che i raid sono stati fatti anche in onore «dei soldati caduti».
In risposta agli attacchi, il regime di Teheran ha lanciato una nuova ondata di missili contro le basi americane nel Golfo: sono state colpite alcune basi statunitensi in Kuwait, ma anche alcuni aerei in Giordania. Inoltre, i pasdaran hanno colpito due petroliere che cercavano di attraversare lo Stretto di Hormuz senza autorizzazione.
Dopo la notizia che le trattative tra Teheran e Washington vanno avanti nonostante gli attacchi, il prezzo del petrolio è tornato a scendere: alle 12:00 il Wti veniva scambiato a 81,5 dollari al barile (-1%) e il Brent a 88 dollari (-0,4%).
Marco Rubio, segretario di Stato degli Stati Uniti, ha dichiarato che Washington è disponibile alle trattative: «Credo che siamo sempre aperti alla diplomazia. Deve essere un accordo concreto, un accordo che siano disposti a rispettare».
L'Iran ha chiesto all'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) di condannare gli attacchi aerei statunitensi contro la centrale nucleare di Darkhovin. «L'Iran si aspetta che il consiglio dei governatori dell'Aiea e il direttore generale esprimano chiaramente la loro posizione su questa questione, condannando il crimine commesso dagli Stati Uniti», ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei in una conferenza stampa a Teheran.
Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che, nonostante gli attacchi militari statunitensi, negli ultimi giorni sono stati scambiati alcuni messaggi con Teheran tramite intermediari. «Siamo stati informati dai mediatori, abbiamo ricevuto messaggi, ma il punto principale è che l'apparato diplomatico è stato attivo negli ultimi giorni e alcune idee ci sono state comunicate da certi mediatori», ha dichiarato Baghaei in una conferenza stampa a Teheran. Qatar e Oman sono coinvolti negli sforzi di mediazione tra Iran e Stati Uniti.
Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che gli Stati Uniti dovranno affrontare «le conseguenze di qualsiasi avventura» volta a impadronirsi dell'isola di Kharg, nel sud dell'Iran. Il portavoce ha aggiunto che ci sono persone ai vertici dell'Iran che «stanno contando i minuti che separano dall'arrivo» delle forze statunitensi via terra.
Secondo l'agenzia di stampa iraniana Mehr, il governatore della provincia sud-occidentale di Bushehr ha dichiarato che diverse località della sua provincia sono state colpite, tra cui la centrale nucleare di Darkhovin. Questa è la prima volta dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, il 28 febbraio, che gli Stati Uniti hanno colpito direttamente un sito nucleare. Poiché era ancora in costruzione, non conteneva materiale nucleare, quindi non vi è stata alcuna contaminazione radioattiva né alcuna perdita di materiale nucleare. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha condannato l'attacco alla centrale nucleare di Darkhovin, affermando che il sito era destinato a scopi pacifici.
Due scosse di terremoto hanno colpito nella notte la città iraniana di Kurazan, nella provincia occidentale di Kermanshah, vicina all’Iraq. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Irna, che cita il Centro sismologico iraniano dell'Università di Teheran, le scosse avrebbero avuto magnitudo 5.2 e 5.7. Per adesso si registrano tre persone ferite.
Dopo gli attacchi a Kuwait e Giordania, sono state avvertite esplosioni anche a Manama, la capitale del Bahrein. «Sono state attivate le sirene d'allarme. Si invitano i cittadini e i residenti a mantenere la calma e a recarsi nel luogo sicuro più vicino», ha scritto il ministero degli Interni su X. (riproduzione riservata)