Si fanno sempre più remote le possibilità di una tregua rapida e stabile sul fronte mediorientale. Oggi, giovedì 28 maggio, a tenere banco sono i nuovi attacchi degli Stati Uniti contro basi militari iraniane. Pronta la risposta di Teheran, che avrebbe lanciato un attacco al Kuwait oltre ad aprire il fuoco contro quattro navi che tentavano di attraversare lo stretto di Hormuz.
Non si è fatta attendere la reazione del petrolio, con il Brent che alle 9:30 viaggia in rialzo del 2,5% verso i 97 dollari al barile.
I negoziatori di Usa e Iran hanno raggiunto un accordo su un Memorandum of Understanding di 60 giorni che allungherebbe il cessate il fuoco siglato tra i due paesi l’8 aprile scorso e lancerebbe negoziati sul programma nucleare iraniano. Lo scrive il sito americano Axios, secondo cui il presidente americano non ha ancora dato il suo via libera.
Il memorandum of understanding fra Iran e Stati Uniti è stato raggiunto martedì e successivamente è stato sottoposto all’esame della leadership iraniana che ha detto ai negoziatori di essere pronta a firmare. Il testo è stato poi presentato a Donald Trump che ha fatto sapere ai negoziatori di aver bisogno di due giorni per valutarlo. L’accordo stabilirebbe che il transito marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz sarà «illimitato» secondo alcune fonti americane, per le quali questo significa «assenza di pedaggi». L’Iran dovrà rimuovere tutte le mine nello Stretto entro 30 giorni. Il blocco navale americano verrà revocato in proporzione al ripristino della navigazione commerciale.
Secondo un funzionario citato da Axios, la rimozione del blocco navale statunitense «avverrà in proporzione al ripristino della navigazione commerciale». Sempre secondo il sito, il Memorandum of Understanding prevede che l’Iran si impegni a non perseguire un’arma nucleare. Nel corso della finestra di 60 giorni si discuterà dell’uranio altamente arricchito di cui Teheran è in possesso e delle modalità per il suo smantellamento. Gli Stati Uniti si impegnerebbero inoltre a valutare un allentamento delle sanzioni e il rilascio dei fondi iraniani congelati nell’ambito dei negoziati. L’intesa includerebbe anche la definizione di un meccanismo per consentire all’Iran di iniziare a ricevere merci e aiuti umanitari.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato alle forze armate di assumere il controllo del 70% della Striscia di Gaza, in contrasto con quanto previsto dagli accordi di cessate il fuoco in vigore dallo scorso ottobre.
«Stiamo attualmente soffocando Hamas. Controlliamo ora il 60% del territorio della Striscia. Eravamo al 50, siamo passati al 60. La mia direttiva è di arrivare al 70%», ha affermato Netanyahu nel corso di una conferenza tenuta da un insediamento israeliano in Cisgiordania occupata, secondo quanto riportato in un video diffuso dall’emittente israeliana Channel 12.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno effettuato un attacco mirato a Beirut per colpire Ali al-Hasani, responsabile dei missili della Divisione Imam Hussein di Hezbollah. Lo ha riferito un portavoce delle Idf, che ha confermato il raid e ne ha precisato l’obiettivo. Al contempo, altre notizie provenienti dal Libano riportano di un attacco in corso nella zona di Al-Shuwayfat, non lontano da Beirut, la capitale. Raid israeliani contro diverse località del Sud del Libano hanno causato nelle scorse ore almeno 14 morti, di cui tre bambini, in particolare a Sidone e Tiro. Questi bombardamenti di Israele, che si sono intensificati negli ultimi giorni, avvengono nonostante il cessate il fuoco prorogato - sulla carta - tra i contendenti.
Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato che gli Stati Uniti proseguono la campagna denominata “Economic Fury” contro il regime iraniano, annunciando nuove misure restrittive che colpirebbero anche il settore dei trasporti e della logistica.
In un post pubblicato sulla piattaforma X, Bessent ha affermato che «le loro truppe non vengono pagate, la polizia non si presenta al lavoro e l’isola di Kharg è bloccata», aggiungendo che l’economia e la valuta iraniane sarebbero in forte difficoltà.
Il segretario ha poi sostenuto che il blocco navale statunitense avrebbe portato a livelli record di greggio iraniano in mare e ha annunciato ulteriori restrizioni: «Bloccheremo l’accesso delle compagnie aeree iraniane agli aeroporti, ai rifornimenti e alla vendita dei biglietti».
Bessent ha inoltre dichiarato che l’Autorità iraniana dello Stretto del Golfo Persico (PGSA) è una «farsa» e che il Dipartimento del Tesoro ha deciso di sanzionarla, avvertendo infine altre entità pubbliche e private di non effettuare pagamenti di pedaggi o di non mascherarli come aiuti.
Dopo il presidente Donald Trump, anche il segretario al tesoro americano Scott Bessent ha minacciato l’Oman di pesanti ripercussioni se aiuterà l’Iran a imporre pedaggi per il passaggio dallo Stretto di Hormuz. «Il governo degli Stati Uniti non tollererà alcun tentativo di imporre un sistema di pedaggi nello Stretto di Hormuz», ha scritto su X. «L’Oman, in particolare, dovrebbe sapere che il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti prenderà di mira in modo aggressivo qualsiasi attore coinvolto - direttamente o indirettamente - nel facilitare i pedaggi per lo Stretto e qualsiasi partner sarà sanzionato», ha avvertito. «Tutti i paesi dovrebbero respingere categoricamente qualsiasi tentativo dell’Iran di interrompere la libera circolazione del commercio. I giorni di Teheran in cui terrorizzava la regione e il mondo sono finiti», ha assicurato.
Teheran condanna l’attacco statunitense contro alcune aree di Bandar Abbas, città costiera iraniana sullo stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato in un comunicato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei. L’Iran esprime inoltre solidarietà all'Oman dopo le «minacce dei funzionari statunitensi», ha aggiunto Baghaei, in seguito alla minaccia del presidente Donald Trump di bombardare il Paese se non si fosse «comportato come tutti gli altri« riguardo al controllo dello Stretto di Hormuz.
Attacco armato al Kuwait con missili e droni. «Lo Stato Maggiore delle Forze Armate del Kuwait conferma che le esplosioni avvertite sono il risultato delle operazioni dei sistemi di difesa aerea che intercettano obiettivi ostili», hanno comunicato i militari del Paese via X.
Non ci sono notizie di danni né vittime né indicazioni esplicite sull'origine degli attacchi.
Secondo quanto riportato da Al Jazeera, i media iraniani riferiscono che quattro imbarcazioni che tentavano di attraversare lo stretto di Hormuz sono state attaccate e costrette a tornare indietro.
La notizia è stata confermata dalla tv di Stato iraniana. Le quattro imbarcazioni sono state intercettate dalle forze navali mentre tentavano di attraversare lo stretto senza aver coordinato la manovra con le autorità di Teheran. Dopo un primo avvertimento, le forze armate iraniane hanno aperto il fuoco.
Gli Stati Uniti hanno attaccato un sito militare iraniano che minacciava le truppe statunitensi e la navigazione commerciale. L’annuncio è arrivato su X da un giornalista della Reuters, che cita un funzionario americano, secondo il quale gli Stati Uniti hanno anche intercettato droni lanciati dall'Iran.
L'Iran ha lanciato quattro droni unidirezionali contro una nave commerciale statunitense. Le forze armate Usa, per tutta risposta, hanno abbattuto i droni e attaccato un'altra unità iraniana di lancio a terra. (riproduzione riservata)