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Donald Trump, presidente Usa
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Guerra in Iran, la diretta | Trump: se Houthi bloccano Mar Rosso ce ne occuperemo. In Libano sono pronto a parlare con Hezbollah

di Giusy Iorlano
21 luglio 2026, 09:29 Ultimo aggiornamento: 18:47

Il presidente Usa: colpiremo presto il sito nucleare di Pickaxe. Kuwait e Bahrein sotto attacco di missili e droni. Stretto di Hormuz bloccato fino a cessazione ostilità Usa. Houthi a compagnie marittime: navi evitino porti sauditi

Ore 18:30 Libano, Trump: pronto a parlare con Hezbollah se lo chiede Aoun

Il presidente americano Donald Trump si è detto pronto a parlare con Hezbollah, se gli venisse chiesto dal suo omologo libanese Joseph Aoun. «Parlo con tutti. Sono disposto a parlare anche con persone con cui molti pensano che non dovrei parlare, e le cose si risolvono sempre. Dico questo: se il presidente vuole che parli con Hezbollah, visto che vive a stretto contatto con Hezbollah da molto tempo, lo farei», ha detto Trump ricevendo Aoun alla Casa Bianca.

Ore 18:14 Iran: Trump, colpiremo Pickaxe Mountain molto presto

Gli Stati Uniti colpiranno Pickaxe Mountain «molto presto». Lo ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, rispondendo alle domande dei giornalisti nello Studio Ovale della Casa Bianca, dove ha ricevuto il presidente del Libano, Joseph Aoun. «Molto probabilmente colpiremo quella zona molto presto e non c’è nulla che possano fare al riguardo. Sapete, normalmente non lo direi. Se pensassi che potessero fare qualcosa al riguardo, non lo direi mai. Ma colpiremo quella zona molto presto, e con grande intensità», ha dichiarato Trump. Pickaxe Mountain, struttura sotterranea fortificata, si trova circa un miglio a sud di Natanz, nel centro dell’Iran, ed è stata segnalata dall’Aiea nel 2020 come futuro impianto per l’assemblaggio delle centrifughe che producono combustibile nucleare.

Ore 18:00 Trump: L’Iran vuole disperatamente un incontro ma non sono pronti. Colpiremo qualunque sito nucleare

«L’Iran vuole disperatamente un incontro. Ma finché non saranno pronti a incontrarsi in modo significativo, noi non ne abbiamo alcun interesse». Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca con il presidente del Libano. «Non possono avere un’arma nucleare. Ci vorrebbero anni per produrla, e noi attaccheremmo senza dubbio. Qualsiasi sito in cui stiano anche solo pensando al nucleare, lo colpiremo con estrema forza» ha aggiunto. «Nessuno sa, tranne gli iraniani, il danno che abbiamo inflitto loro. Abbiamo inflitto danni da cui impiegheranno 20, 25 anni a riprendersi. Quindi, se ce ne andassimo domani, avremmo ottenuto un grande successo, ma non ce ne andremo domani».

Ore 17:00 Trump: Se Houthi bloccano Mar Rosso ce ne occuperemo, vedremo che succede

«Vedremo cosa succede. Se accadrà, ce ne occuperemo». Lo ha detto Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva della possibilità di un blocco del Mar Rosso da parte degli Houthi.

Ore 16:00 Kuwait e Bahrein sotto attacco di missili e droni

L’Iran ha lanciato nuovi attacchi in Kuwait e in Bahrein. In un post su X, l’esercito del Kuwait ha dichiarato che «le difese aeree stanno ora affrontando attacchi missilistici e con droni nell’ambito dell'aggressione iraniana», precisando che «le esplosioni udite sono il risultato dell’intercettazione da parte dei sistemi di difesa aerea». Sempre su X, il ministero dell'Interno del Barhein ha annunciato che sono entrate in azione le sirene di allarme, invitando «i cittadini e i residenti a mantenere la calma e a dirigersi verso il luogo sicuro più vicino». 

Ore 15:30 Iran: lo Stretto di Hormuz bloccato fino a cessazione ostilità Usa

L’Iran non rilascerà permessi di transito per le navi attraverso lo Stretto di Hormuz finché gli Stati Uniti non cesseranno le loro azioni ostili contro Teheran, ha riportato oggi l’agenzia di stampa Fars, citando una fonte militare. Il 12 luglio, l’Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico (Pgsa) aveva dichiarato che l’Iran avrebbe preso in considerazione le richieste di transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz non appena la situazione nella regione si fosse stabilizzata.

Ore 15:00 Capo Nucleare Iran: «Energia atomica eredità di Khamenei, figlio deciso a sostenerla»

L’ayatollah iraniano Mojtaba Khamenei «condivide la stessa visione del nostro leader martire (Ali Khamenei, ndr) riguardo all’industria nucleare, ed è molto deciso, serio e determinato a dare all’industria nucleare un ruolo di rilievo e a sostenerla». Lo ha detto il capo dell’Organizzazione per l’Energia Atomica iraniana Mohammad Eslami, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa iraniana Isna. L’occasione è stata una cerimonia in memoria della Guida Suprema uccisa e della sua famiglia. «L’industria nucleare è l’eredità dell’Imam martire» ha detto il funzionario «con la sua guida, egli ha condotto quest’industria verso una vita e una crescita ininterrotte. Questa visione e la fede nella grazia divina hanno portato la Repubblica Islamica dell’Iran a raggiungere un livello di eccellenza nel campo dell’energia atomica, paragonabile a quello dei paesi più avanzati, i quali hanno beneficiato di innumerevoli sostegni, risorse e infrastrutture». Dunque «abbiamo intrapreso il cammino tracciato dall’Imam martire e questo settore è stato creato sotto la sua guida. Oggi stringiamo un patto con il suo giusto figlio perché ha avuto e continua ad avere la stessa visione del nostro leader martire riguardo all’industria nucleare, ed è molto deciso, serio e determinato a dare un ruolo e a sostenere il settore nucleare».

Ore 14:50 Houthi a compagnie marittime: navi evitino porti sauditi

I ribelli yemeniti Houthi hanno esortato le compagnie di navigazione internazionali a non fare scalo nei porti sauditi, dopo aver annunciato ieri un blocco navale sul Regno wahabita e minacciato di colpire qualsiasi imbarcazione collegata a Riad. «È vietato alle navi caricare o scaricare merci in qualsiasi porto saudita», ha annunciato in un comunicato il Centro di coordinamento delle operazioni umanitarie Houthi (Hocc), creato dai ribelli yemeniti due anni fa per comunicare con le compagnie di navigazione ed emettere avvisi relativi alla campagna di attacchi nel Mar Rosso.

Ore 14:40 Teheran: gli Usa hanno bombardato sito atomico di Karun, intervenga l’Aiea

La Missione permanente dell’Iran presso le Nazioni Unite e le organizzazioni internazionali di Vienna ha esortato l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ad adottare le misure necessarie a seguito di un attacco missilistico statunitense contro la centrale nucleare di Karun. Lo scrive l’agenzia iraniana Mehr. La missione ha affermato che nelle prime ore del 19 luglio gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di missili contro il sito di Darjovin, descritto come un simbolo dell’autosufficienza scientifica dell’Iran. La dichiarazione sottolinea che l’attacco rappresenta la diciottesima ondata di attacchi contro i siti nucleari pacifici iraniani sottoposti a salvaguardie dall'inizio dell'aggressione congiunta statunitense-israeliana nel giugno 2025. L’Iran ha affermato che gli attacchi miravano a distruggere le infrastrutture civili di un Paese esclusivamente a causa della sua resistenza alle pressioni e del suo rifiuto di una resa incondizionata. La dichiarazione ha descritto gli attacchi come gravi violazioni del divieto di aggressione, una norma imperativa del diritto internazionale, e ha avvertito che gli attacchi contro impianti nucleari pacifici sottoposti a salvaguardie stanno diventando una pratica normalizzata, in parte a causa dell’inerzia degli organismi internazionali competenti. 

Ore 14:00 Onu, Israele ha intensificato raid su Gaza, 57 morti

Le Nazioni Unite hanno condannato l’intensificarsi degli attacchi militari israeliani a Gaza, che nell’ultima settimana avrebbero ucciso almeno 57 palestinesi, tra cui sei bambini. «Nove mesi dopo l’annuncio del cessate il fuoco, ancora nessun luogo è sicuro per i palestinesi a Gaza», ha dichiarato da Ginevra Thameen Al-Kheetan, portavoce dell’ufficio Onu per i diritti umani. «L’esercito israeliano ha intensificato i suoi attacchi a Gaza negli ultimi giorni, uccidendo e ferendo decine di palestinesi», ha sottolineato, precisando sono stati uccisi «almeno 57 palestinesi, tra cui sei bambini e otto donne» dal 13 al 20 luglio. L’esercito israeliano ha riferito di aver compiuto nei giorni scorsi una serie di attacchi nella Striscia contro membri di Hamas e della Jihad islamica, ritenuti coinvolti nell’attacco del 7 ottobre 2023 o nel sequestro di ostaggi. Ha inoltre riferito di aver colpito un deposito di armi, un sito di produzione di armi e una postazione di lancio missilistico, affermando che tale infrastruttura rappresentava una minaccia per le sue truppe. 

Ore 13:00 Riprendono i colloqui in Pakistan

Il ministro degli Interni iraniano, Eskandar Momeni, ha avviato oggi in Pakistan una serie di incontri con i mediatori regionali, mentre l’accordo ad interim tra Teheran e gli Stati Uniti risulta ormai fallito. Secondo due funzionari pakistani, Momeni ha incontrato il capo di Stato maggiore dell’esercito, il feldmaresciallo Asim Munir. Le autorità non hanno fornito dettagli sul contenuto dei colloqui. Nel corso della giornata il ministro iraniano dovrebbe incontrare anche il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. La visita si inserisce nel tentativo di rilanciare gli sforzi diplomatici dopo il deterioramento dell’intesa temporanea tra Iran e Stati Uniti e nel quadro delle iniziative di mediazione promosse dai Paesi della regione.

Ore 12:30 Axios: Trump non ha ancora deciso se lanciare nuova escalation con Israele o tornare a tregua

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si troverebbe a un bivio decisivo nella guerra con l’Iran, con funzionari statunitensi e israeliani che individuerebbero solo due possibili esiti del conflitto. Lo riferisce il portale d’informazione "Axios”, secondo cui la prima opzione prevede una nuova tregua di dieci giorni per riaprire lo Stretto di Hormuz, mentre la seconda comporterebbe una vasta campagna militare congiunta con Israele per costringere Teheran alla capitolazione. Trump non avrebbe ancora deciso, ma secondo funzionari citati da "Axios" i prossimi giorni saranno determinanti nello stabilire quale via prevarrà, con margini sempre più ridotti per la prosecuzione di un conflitto logorante e senza esito definito nel Golfo. Qatar, Egitto, Pakistan e altri mediatori regionali avrebbero presentato a Stati Uniti e Iran una proposta di tregua di dieci giorni. L’amministrazione Trump starebbe valutando la proposta e avrebbe sollecitato Israele a evitare mosse che possano chiudere la finestra diplomatica, ma Washington si starebbe al contempo preparando al fallimento dei colloqui: negli ultimi giorni il Pentagono ha inviato nella regione decine di caccia e velivoli per il rifornimento in volo, assemblando le forze necessarie per una maggiore escalation. Fonti israeliane riferiscono che le forze armate dello Stato ebraico sono in massima allerta e si preparano a una possibile espansione del conflitto in una campagna coordinata su vasta scala nel giro di pochi giorni.

Ore 12:00 Bahrein sotto attacco dell’Iran

Il Bahrein è di nuovo sotto attacco da parte dell'Iran. Nel Paese stanno suonando le sirene d'allarme missilistico, dopo che poco fa, l'esercito del regno aveva annunciato di aver intercettato e distrutto diversi proiettili iraniani questa mattina.

Teheran ha risposto alla decima notte di raid statunitensi con attacchi contro i Paesi vicini dopo che l'accordo di cessate il fuoco provvisorio raggiunto il mese scorso con gli Stati Uniti è fallito a causa delle tensioni per il controllo dello Stretto di Hormuz.

Ore 09:15 Nuovi attacchi Iran a petroliere, Kuwait e Bahrein

Nuovi attacchi dell’Iran nella notte. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver attaccato e bloccato due «petroliere non conformi» che tentavano di transitare nello Stretto di Hormuz. L’esercito iraniano ha affermato anche di aver colpito obiettivi statunitensi in Kuwait e Bahrein. «Dopo questo attacco ai radar, il nemico deve prepararsi a ondate ancora più decisive e potenti di attacchi con droni e missili», hanno affermato le Guardie in una nota diffusa dall'agenzia di stampa statale Irna.

Ore 08:30 Colpito un data center di Amazon in Bahrein

L’Iran colpisce un data center di Amazon nel Bahrein. A comunicarlo sono stati i Guardiani della Rivoluzione iraniani, secondo quanto dichiarato in una nota diffusa dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. I Pasdaran avrebbero colpito l’infrastruttura utilizzando missili da crociera.

Ore 07:30 Trump: l’Iran pagherà molte volte per ogni soldato Usa ucciso

«Ogni volta che l'Iran uccide un soldato americano, pagherà per quella morte molte volte!», ha scritto ieri sera il presidente americano Donald Trump su Truth. Si tratta di una direttiva che, continua Trump, «è stata trasmessa al segretario alla Guerra, Pete Hegseth, al Capo di Stato Maggiore Congiunto, Daniel Caine, e a tutti i leader militari».

Negli ultimi giorni sarebbero tre i soldati americani rimasti uccisi nei combattimenti. Dal 7 luglio, quasi 100 militari statunitensi sono rimasti feriti, ha reso noto il Pentagono. La maggior parte di loro ha riportato commozioni cerebrali lievi. (riproduzione riservata)



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