Senza finanza non c’è transizione energetica. All’insegna di questo matra si è aperto il convegno «Energia e adattamento climatico: nuove sfide per le imprese», organizzato da Intesa Sanpaolo il 13 maggio a Milano.
Già nel piano industriale presentato a febbraio dal ceo Carlo Messina era stato evidenziato che Ca’ de Sass avrebbe destinato il 30% delle nuove erogazioni a medio-lungo termine al credito sostenibile. Il piano prevedeva oltre 110 miliardi di euro di finanziamenti nel quadriennio, di cui circa 87 miliardi per accompagnare la transizione ecologica e 25 miliardi destinati a iniziative ad alto impatto sociale.
«L’Unione Europea ha scelto di rafforzare il proprio ruolo competitivo nel mondo. Che poi lo faccia in maniera sempre vincente non è detto, ha le sue contraddizioni», ha affermato durante il convegno il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro. «La frammentazione della finanza europea rende infatti complicato accogliere le economie di scala». La sfida, secondo il numero uno di Ca’ de Sass, è produrre «un’economia che sia capace di gestire le sfide del cambiamento e preservare la competitività industriale».
In Italia, ha aggiunto Gros-Pietro, «abbiamo un ottimo sistema imprenditoriale che ha dimostrato di saper correggere la rotta e i propri errori. Le imprese italiane hanno superato il problema dell’indebitamento e sono in grado di pensare, ma hanno bisogno di strumenti». In questo quadro Intesa Sanpaolo vuole «mantenere una leadership nella decarbonizzazione».
Nel primo trimestre Intesa Sanpaolo ha erogato 4,2 miliardi di euro in nuovi finanziamenti a medio-lungo termine destinati alla transizione sostenibile, di cui 1,4 miliardi in mutui green. Nel 2025 le emissioni dirette e indirette del gruppo si sono ridotte del 6% rispetto al 2024, mentre nel trimestre il 96% dell’energia acquistata proviene da fonti rinnovabili. In calo anche le emissioni finanziate nei settori interessati da target di decarbonizzazione: -12% rispetto al 2024 e -41% rispetto al 2022.
«Occorre visione ma anche capacità di esecuzione in tempi rapidi», ha detto Paola Angeletti, chief sustainability officer di Intesa Sanpaolo, durante l’evento. «Si tratta di una sfida sistemica, che riguarda il modo in cui programmiamo le nostre economie, il ruolo delle imprese, la collaborazione tra pubblico e privato».
«Siamo in un momento molto particolare, uno stress test molto duro dato dalla crisi in Medio Oriente, pochissimo tempo dopo quello legato alla crisi energetica dovuta al conflitto in Ucraina e dopo il Covid», ha detto Enrico Letta, presidente dell’Institut Jacques Delors, ex presidente del Consiglio italiano, all’evento organizzato da Intesa. «Bisogna quindi riuscire a mantenere la direzione di marcia nonostante questi eventi che richiedono soluzioni immediate. Ma sapendo che i due piani devono rimanere separati». Secondo Letta occorre cioè «chiedere all’Ue e ai governi nazionali» di «mantenere separate le risposte di breve periodo e di lungo periodo». (riproduzione riservata)