Con oltre 730 miliardi di dollari emessi nei primi nove mesi del 2025, il mercato globale della finanza green si avvia a chiudere il 2025 a quota mille miliardi. Il nuovo report di Climate Bonds Initiative conferma infatti che il terzo trimestre è stato di transizione, mentre l’ultimo trimestre tenderà a concentrare il maggior numero di obbligazioni. Nel periodo luglio-settembre, infatti, le emissioni Gss+ (Green, Social, Sustainability e Sustainability-linked) hanno totalizzato 233,2 miliardi di dollari, un dato allineato alla media degli stessi trimestri a partire dal 2021.
Le obbligazioni cumulate, intanto, hanno raggiunto i 6.531 miliardi, confermando il trend di crescita nonostante un contesto macro ancora condizionato da politiche monetarie restrittive, spread differenziati in base all’emittente e il freno alla transizione negli Stati Uniti.
Anche nel terzo trimestre, la composizione del mercato resta dominata dai green bond, con nuove emissioni per 149,3 miliardi, pari al 64% del totale. Un risultato che si accompagna alla prevalenza dell’euro, la prima valuta per le emissioni verdi, davanti a yuan e dollaro. I sustainability bond si confermano la seconda categoria per volumi (61,3 miliardi), sostenuti soprattutto dall’attività delle istituzioni sovranazionali.
Sul fronte geografico si conferma la leadership europea, in particolare per i bond sovrani: il 90% del debito Gss+ governativo arriva dal’Ue. L’Austria guida la graduatoria con cinque miliardi, seguita da Germania (3,5), Regno Unito (2,7), Paesi Bassi (2,4) e Polonia (1,5). Da segnalare la prima emissione di European Green Bond della Danimarca e l’ingresso della Slovenia nel segmento sustainability-linked, prima obbligazione di questo tipo per un Paese europeo.
Molto elevato anche il contributo dei sovranazionali: la Banca Mondiale guida il terzo trimestre con 22,2 miliardi, portando il totale a oltre 377 miliardi. A seguire, l’Ida, l’Associazione Internazionale per lo Sviluppo, con 8,5 miliardi, e la Bei, la Banca Europea per gli Investimenti (6 miliardi). Buona la tenuta degli emittenti corporate: nel terzo trimestre quelle non finanziarie hanno emesso 62,5 miliardi, mentre le finanziarie si sono fermate a 60,8 miliardi, comunque miglior risultato da metà 2023. Il tallone d’Achille nel trimestre sono stati i social bond, scesi a 20,6 miliardi, circa la metà della media storica.
Le previsioni degli operatori indicano che il quarto trimestre confermerà il sorpasso sul terzo, come avvenuto negli ultimi tre anni. Da inizio ottobre 2025 le emissioni più rilevanti registrate da Cbi riguardano Victoria Power Networks per 850 milioni di dollari australiani, Tokyo Metropolitan Government con 300 milioni di euro e il gruppo ferroviario francese Sncf con 439 milioni di yuan e 455 milioni di dollari di Hong Kong. (riproduzione riservata)