Granturismo a elettroni per vere emozioni
Eleganza che cela la grinta della prestazioni, con emozioni dinamiche impressionanti. Rispetto alle altre Kia EV6, la versione GT è una supercar da 430 kW (585 cavalli), in grado di fulminare allo scatto vetture che costano il doppio, o divertire in pista. Senza farsi notare
Una definizione cataloga l’eleganza insieme di grazia e semplicità, rivelando cura e buon gusto senza affettazione o eccessiva ricercatezza; un’altra la sintetizza come lo stile di passare inosservati. Valutazioni che cambiano secondo i tempi, sempre difficili da scegliere in modo assoluto. Eppure è «scegliere» la chiave interpretativa: la parola eleganza deriva da eligere, appunto scegliere, che porta meglio a inquadrare questa arte di vivere.

Applicandola alle automobili, come dimostra il successo sempiterno dei concorsi d’eleganza che da oltre un secolo selezionano i modelli migliori, c’è da tenere presente, per alcuni esemplari, anche la sportività. Dote non antitetica ma non sempre facile da abbinare alla prima. Eppure, se la seconda non è gridata e sa apparire inosservata, potrebbe essere la spezia che esalta il sapore della prima.
Se il discorso fin qui sostenuto fosse un film, a questo punto ci sarebbe una dissolvenza lenta, sfumata sino a incrociarsi appena con la scena successiva: l’inquadratura di un’auto particolare. Che non frequenta concorsi di bellezza né le competizioni in pista. Scelta (ecco di nuovo quel verbo) da Gentleman per scrivere di un marchio non meno particolare: Kia, primo a produrre automobili in Corea (anche se effettivamente era una Fiat 124 costruita su licenza nel 1970, ma questo pochi lo ricordano).

Un’auto, tornando al tema, che non frequenta concorsi di bellezza ma ne ha vinto uno diverso, dal 1964 il più ambito: «Auto dell’anno» (Car of the Year, Coty tra gli addetti ai lavori), nel 2022, quando Kia EV6, elettrica pura, è la prima coreana a conquistare il riconoscimento. Gentleman sceglie (rieccolo, il verbo) però la versione il cui nome completo è Kia EV6 GT, la cui elevatissima sportività è ammorbidita, quasi celata, da forme dove grazie e semplicità rivelano cura e buon gusto (tornando alle parole iniziali), verso lo stile di passare inosservati.

Tranne che per le prestazioni, da supercar. Infatti, oltre ai normali percorsi di prova, nonostante nelle premesse questa GT non frequentasse le competizioni Gentleman l’ha provata in pista. Un piccolo circuito in una foresta non lontano da Stoccolma, in un paese dove i limiti stradali sono controllati in modo ferreo, per riportare le emozioni della guida dinamica senza rischi.

Understatement, si diceva per emendare certi eccessi da anni Ottanta. Vetture che quasi celavano blasone, contenuti e prestazioni con stile non appariscente: la filosofia di Kia EV6 GT che affida solo a pochissimi dettagli fluo e altri particolari tecnici, la potenza e le prestazioni. Osservata bene, non sembra essere capace di quasi 600 cavalli, che abbia un tasto giallo nel volante che con un due pressioni consecutive la fa balzare in avanti verso un salto nell’iperspazio, scatenando la potenza e un carattere adeguato a gestirla divertendosi, specie nei luoghi adatti.

Una «belva» silenziosa e insospettabile, che con l’aura dell’alloro da Auto dell’anno, gli interni da salotto buono, poggia sulle solide basi del pianale sportivo, offrendo addirittura le possibilità di «disattivare tutto il disattivabile» per divertirsi in circuito o anche nel drift. Può infatti lasciare la trazione solo posteriore e senza alcun filtro: da dragster. Perché i valori misurati con fotocellule hanno riportato l’accelerazione da 0 a 100 in 3,5 secondi. Ripetutamente. Qualche confronto? Valore da supercar, condiviso con pochissime altre, naturalmente a elettroni. Raggiungendo anche la velocità massima di 260 km/h: ma questa è difficile da verificare in un prova.

Tecnicamente EV6 GT ha architettura elettrica a 800 Volt, batterie da 77,4 kWh (con brevetti esclusivi), due motori: con potenza di 160 kW all’anteriore e 270 al posteriore, che realizzano così la trazione integrale e la dinamica con retrotreno prevalente, dove il differenziale è specifico: elettronico a slittamento limitato con funzione torque vectoring.
Assetto con ammortizzatori a controllo elettronico autoadattanti, per contrastare il rollio in curva, limitare l’affondamento dell’avantreno in frenata, nonché bilanciando le forze in accelerazione.
L’insieme di motori, trazione e assetto (compreso il controllo di stabilità) sono gestiti per le massime prestazioni dalle modalità Sport e GT mode. L’assetto è regolabile anche indipendentemente dallo stile prescelto: su Sport è più rigido del 20-30% rispetto a Normal, e con l’ancor più spinto GT mode di altrettanto rispetto a Sport. Il tutto poggia sulle ruote da 21 pollici con pneumatici Michelin Pilot Sport 4 S nella misura 255/40 R21, i freni hanno dischi autoventilanti da 380 mm davanti e 360 dietro, con pinze color fluo: ecco un tocco distintivo della GT, come l’abbozzo di estrattore posteriore. La potenza rigenerativa è di 150 kW in rilascio, mentre raddoppia in frenata, per ricaricare la batteria.

L’abitacolo è spazioso e accogliente: rispetto alle altre EV6, GT lo arricchisce con i sedili anteriori sportivi: piacevoli alla vista e ben realizzati, mancano però di regolazioni elettriche. Anche i posteriori sono rifiniti con cuciture fluo come sul volante.
Guidando nel traffico attorno a Stoccolma, sempre fluido, attenti ai limiti di velocità e ai frequenti radar con telecamere frontali, EV6 GT è filante, agile e gestibile: prontissima allo scatto che lascia indietro tutte le altre, non parrebbe la temibile supercar dalla grande potenza. La frenata tradizionale è precisa e ben gestibile fino all’arresto: non da tutte le elettriche.
È il momento delle prove in circuito: alla base della razza destra del volante c’è il tasto, fluo, con il logo GT. Occorre azionarlo due volte per configurare tutti i sistemi e scatenare le massime prestazioni: che arrivano all’istante. Per sicurezza, le modalità meno spinte si attivano dalla razza di sinistra.

La pista non è molto larga: ha curve, controcurve e saliscendi, rivelandosi più tecnica che corsaiola. KIA EV6 GT prende presto confidenza, quindi spostando il selettore su Sport. Scatto e assetto migliorano, l’agilità è sempre una dote importante e risponde con reattività immediata; frenata piena e forte.
Aumentando l’andatura si raggiunge un leggero sottosterzo in certe curve, con la trazione anteriore più presente rispetto alla posteriore. L’auto però non si sposta: lascia tracce nere sull’asfalto ma procede veloce, agevolata dal baricentro basso, dall’assetto e dalla pregevole gommatura Michelin Pilot Sport 4 S.
Passando alla modalità GT, l’intervento dei controlli si sposta molto più in là, necessitando di qualche dote di pilotaggio per andare forte in modo redditizio. Confermandosi estremamente divertente, anche per la sparizione del sottosterzo.

Siccome certi divertimenti, come questo, possono dare dipendenza, viene voglia di aumentare le sensazioni da trazione posteriore. Su un’area dedicata, con coni di gomma e bagnata per la prima parte, si attiva la funzione Drift: ingresso e curva di 90° senza alcun controllo elettronico: «liberi tutti!». Difficile non girarsi di scatto, ma poi è bello proseguire con il retrotreno fumante sull’asciutto. Trovando a fatica l’equilibrio, si modera il sovrasterzo ma la correzione deve essere fulminea, necessitando di pratica con le mani sul volante. Un’Auto dell’anno, elegante e sportiva, confermata dal piacere della guida in pista. What else? Ah, sette anni di garanzia con km illimitati, e prezzo inferiore a 75 mila euro, con la versione d’accesso EV6 Aie Business sotto i 46 mila con promozioni Kia.(Riproduzione riservata)
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