Grand Cherokee 4xe: la Jeep ibrida plug-in che sfida ogni terreno
Prova montana, tra fuoristrada e neve, per l’ammiraglia del marchio Jeep, giunta alla quinta generazione. Mossa dal quattro cilindri turbo a benzina di due litri, con il sostegno della propulsione ibrida plug-in, senza alcuna rinuncia in termini di prestazioni su strada e fuori
Trentatré anni fa, nel 1992, al Salone di Detroit il marchio Jeep presenta una novità assoluta: la prima generazione di Grand Cherokee, che aumenta le dimensioni rispetto a tutta la gamma, aggiungendo un po’ di quel lusso che anche i jeeper puristi non avrebbero disdegnato. Senza limare alcuna prestazione offroad, sempre irrinunciabile negli Stati Uniti.
Mobilità fuoristrada che la prima Grand Cherokee dimostra sin da quel lancio, sorprendendo la stampa mondiale. La nuova Jeep arriva scortata della polizia: è guidata da Bob Lutz, presidente Chrysler, che ha seduto accanto Coleman Young, sindaco della città. Giunta alla Cobo Hall accanto al Salone, la Jeep all’improvviso sterza e si arrampica lungo la scalinata, per irrompere nell’ingresso sfondandone la vetrata, con una spettacolarizzazione dell’evento tipicamente yankee. Comprese le imprecazioni del sindaco (all’oscuro del programma), con le immagini che fanno il giro del mondo.
Mossa che evidenzia il potenziale dirompente che ne avrebbe decretato il successo duraturo, approdando alla quinta generazione, siglata WL, dopo sette milioni di esemplari venduti. La nuova Jeep Grand Cherokee è proposta in versione 4xe, ibrida plug-in, che consente prestazioni elevate pur con motore termico di soli 2000 cc: il quattro cilindri turbo eroga 272 cavalli ai quali si sommano i 145 della propulsione elettrica (per 380 complessivi e 637 Nm di coppia), con la batteria che consente fino a 51 km di autonomia elettrica ma opera in sintonia per avere la riserva di elettroni sempre disponibile per la trazione integrale.
È un’auto di lusso, al vertice della gamma Jeep, lunga quasi cinque metri (4,91 precisamente), con ampia abitabilità e capacità di carico da 580 litri, dall’aspetto imponente ma dinamico, con quello stile sportivo tipico del marchio, dove il lusso è funzionale alla missione.
Al lancio, Eric Laforge, capo del marchio per l’Europa al momento del lancio, così ha inquadrato la trazione 4xe adottata dal nuovo modello e progressivamente in estensione alla gamma Jeep: «La tecnologia 4xe utilizza la trazione elettrica per rafforzare l'esclusivo dna Jeep e la leggendaria potenzialità offroad. Permette infatti di ottenere un'incredibile coppia su richiesta, maggiore accelerazione, divertimento e ancora più libertà all'aperto in un silenzio quasi totale.
L’ammiraglia Grand Cherokee è un'icona: prima Jeep a portare su strada l'idea di premium 4x4 nel 1992, e tra i veicoli del genere più premiati di sempre. Grand Cherokee plug-in Hybrid entra nella categoria low emission vehicle tra i più tecnologicamente avanzati, con potenzialità offroad di alto livello. La tecnologia 4xe potenzia il divertimento, la libertà e il senso di avventura, garantendo prestazioni, mobilità, risparmio di carburante ed eco-sostenibilità».
Gentleman, provando tutte le Grand Cherokee dalla prima ZJ, non può che confermare come anche la nuova, nonostante le perplessità del motore di soli due litri (utilizzato già da altre Jeep e da Alfa Romeo Stelvio), abbia buona grinta, piacevole dinamica, e soprattutto prestazioni offroad da Jeep, anche se la massa è rilevante. Va guidata tenendola presente, prendendo confidenza a reazioni non agilissime, ma apprezzando il senso di solidità massiccia che oramai poche, pochissime fuoristrada vere (anche di tali dimensioni) sanno offrire. Al volante ci si sente protetti, con la percezione di guidare una offroad distintiva, a prova di percorsi come il mitico Rubicon Trail (dove non osano le non Jeep, e questa l’ha affrontato anche con la sola trazione elettrica), e la convinzione che rappresenti un investimento che regga nel tempo. Come si può dedurre dai tantissimi esemplari della prima generazione che si incontrano tra Alpi e Appennini, che da decenni vanno ovunque, solo con gomme specializzate.
Due gli allestimenti, Limited da 93 mila euro, e Summit Reserve da 106 mila (ma ci sono spesso promozioni interessanti online), entrambe con dotazioni importanti: la prima comprende cerchi in lega da 20", fari e fendinebbia led, finiture cromate e cristalli oscurati, tetto panoramico elettrico, sedili ventilati e riscaldabili: anteriori elettrici regolabili a otto vie, posteriori frazionati 60/40; finiture interne cromate, radio con navigatore e integrazione smartphone, presa a 12 Volt nel bagagliaio. Cruise control autoadattante con stop&go, telecamera posteriore con assistente di parcheggio, apertura automatica di porte e bagagliaio con avvio senza chiave, selettore di guida Selec-Terrain con Hill start assist e Hill descent control; sicurezza stradale con avviso di collisione frontale e assistenza agli incroci, rilevatore di stanchezza, frenata di emergenza e protezione passiva deli pedoni, rilevatore di segnali stradali.
Summit, dal latino summa, è al vertice della gamma: aggiunge cerchi da 21", fari e luci led premium con abbaglianti automatici, finiture esterne Platinum Chrome, doppio scarico cromato, sedili in pelle: anteriori regolabili a 16 vie con massaggio e memoria, finiture interne cromate con inserti in legno, volante in pelle con comandi integrati e inserti in legno, illuminazione led con colori configurabili, display interattivo per passeggero anteriore, impianto audio McIntosh da 19 altoparlanti e subwoofer. Sicurezza e comfort con telecamere perimetrali a visione notturna e rilevamento di pedoni e animali, apertura automatica bagagliaio, riduzione attiva del rumore, luci di cortesia con sensori di prossimità, antifurto Deluxe, sospensioni Quadra-Lift per prestazioni più versatili, differenziale autobloccante posteriore e telecamera per offroad.
Per questa prova Gentleman ha raggiunto le pendici del Monte Avaro, in una laterale della Valle Brembana in provincia di Bergamo. Meta dal paesaggio spettacolare dove, specie nei giorni feriali ci sono spazi dove muoversi liberamente per apprezzare le potenzialità da vera Jeep. Ma già su strada, avvicinandosi alla meta, i motori e le batterie spingono: la massiccia fuoristrada riprende da 80 a 120 km/h in quattro secondi, e in dieci arriverebbe fino a ben 160. L’autonomia solo elettrica in realtà non supera la quarantina di km: una parte è però sempre disponibile per la trazione 4x4, e si ricarica anche con il motore termico, tramite le schermate del display centrale.
Su strada, c’è la novità della disconnessione dell’asse anteriore: se non è richiesta la trazione integrale, procede con la ruote posteriori, per maggior efficienza; la riattivazione è automatica e istantanea.
Fuori asfalto le sospensioni pneumatiche regolabili permettono a Grand Cherokee di variare l’assetto di 11 centimetri arrivando a 27,5 dal fondo rispetto al suolo, nonché di affrontare guadi profondi oltre 60 cm. Molto valide le modalità specifiche per la guida offroad: Auto, Sport, Rock, Snow, Mud/Sand che, unite alle cortissime marce ridotte, al dimensionamento del pianale e dello sterzo la rendono a prova di fuoristrada intenso. Compresi i test di sollevamento delle ruote da terra, senza danni: nemmeno, viste le antenate, dopo anni e anni.
Grand Cherokee può avanzare, anche dinamicamente, su qualsiasi fondo: dalle mulattiere alle placche di neve, con la disinvoltura e la noncuranza caratteristiche del marchio Jeep. Con un modello di lusso, è una filosofia particolare: da «gentiluomini del fango», definizione che si può estendere liberamente a ogni luogo non raggiunto dall’asfalto, con stile adatto al rango dell’erede di una stirpe unica. (Riproduzione riservata)
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