Lo scontro tra Google ed Enel X per l’app JuicePass si conclude con una conferma della sanzione (seppur ridotta) a carico della big tech. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato in una sentenza del 16 ottobre 2025, accogliendo solo in parte il ricorso di Alphabet (Google) contro la multa di 102 milioni di euro imposta dall’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (Agcm) nel 2021.
Tutto è iniziato nel 2018 quando Enel X ha sviluppato JuicePass, applicazione per la ricarica delle auto elettriche, chiedendo a Google di renderla compatibile con Android Auto (la piattaforma di Alphabet che permette di usare app dallo smartphone sul display della macchina).
Tuttavia, Google non ha consentito l’accesso sostenendo che il quadro tecnico non fosse abbastanza sicuro. A quel punto Enel X ha segnalato la questione all’Antitrust italiano, che ha multato la società statunitense per abuso di posizione dominante.
La multinazionale ha contestato la sanzione, arrivando fino al Consiglio di Stato. Secondo Google, JuicePass può essere utilizzata dal cellulare, senza bisogno di passare da Android Auto. Di conseguenza, la decisione di non ammettere l’app di Enel X nel sistema non ne avrebbe compromesso la crescita e la competitività sul mercato. Inoltre, Alphabet continua a sostenere che il ritardo nell’autorizzazione fosse legato a motivi tecnici e di sicurezza.
Il Consiglio di Stato, però, ha accolto solo un punto dell’appello di Google, quello relativo all’ammontare della multa, che dovrà essere ricalcolato dall’Antitrust. Per il resto la sentenza conferma l’abuso di posizione dominante e l’analisi dell’Agcm, ritenendo anti-concorrenziale la decisione di rifiutare a JuicePass l’accesso ad Android Auto. (riproduzione riservata)