Dopo il warning nei giorni scorsi di Joe Dimon, a capo di JP Morgan, ora arriva quello di un'altra importante banca d'affari americana. John Waldron, presidente di Goldman Sachs, ha avvertito che troppi shock di stanno concentrando sui mercati e che arriveranno tempi difficili, più difficili di quelli attuali. "Questo è fra i più complicati e dinamici, fra forse il più complicato e dinamico ambiente di investimento che abbia mai visto nella mia carriera", ha spiegato il top manager nel corso di una conferenza rivolta agli investitori. "La confluenza in atto nel numero di shock che si stanno concentrando sul sistema secondo me non ha precedenti", ha poi aggiunto Waldron.
Waldron (Goldman Sachs): inflazione, banche centrali e guerra in Ucraina, tre shock sui mercati
I commenti di Waldron fanno eco all'avviso di Dimon secondo cui dobbiamo attenderci l'arrivo di un uragano a causa della combinazione senza precedenti di grandi sfide. Waldron ha spiegato poi che preferisce evitare di usare metafore legate alla metereologia ma ha sottolineano in maniera chiara la sua paura che i rischi di un'inflazione alta e persistente, il cambio di passo della politica monetaria con le banche centrali che si stanno muovendo in tandem per rialzare il costo del denaro avviando nel contempo una riduzione dei bilanci e l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia sono tre fattori che messi assieme possono piegare le ginocchia alla crescita economica mondiale. "Ci aspettiamo tempi economici più difficili da qui in avanti", ha spiegato Waldron. “Non c'è dubbio che stiamo già iniziando a vedere un contesto più duro nel mercato dei capitali". Il banchiere americano ha espresso sorpresa per la resilienza dimostrata fino ad ora dal mercato delle fusioni e acquisizioni, "che non è coerente con tutto quello di cui ho parlato". Però ora la situazione potrebbe cambiare, "la domanda inizierà a calare in maniera consistente e gli amministratori delegati diventeranno un po' meno sicuri", ha spiegato il banchiere di Goldman Sachs.
Lael Brainard (Fed): difficile fermare l'aumento dei tassi a settembre, l'inflazione è troppo alta
Waldron è una delle voci più critiche del settore bancario nei confronti della Federal Reserve che ha già iniziato ad alzare i tassi nelle riunioni precedenti dello 0,75% e che ora si appresta a metà giugno per un altro aumento dello 0,5%. Giovedì, il vicepresidente della Federal Reserve, Lael Brainard, ha spiegato che la Banca centrale non dovrebbe mettere in pausa a settembre, a differenza di quanto previsto, gli aumenti dei tassi di interesse pianificati per raffreddare l'inflazione più alta degli ultimi quarant'anni. "È molto difficile considerare l'eventualità di una pausa, abbiamo ancora molto lavoro da fare per portare l'inflazione al nostro obiettivo del 2%", ha detto Brainard in un'intervista alla CNBC. In precedenza, il governatore della Fed di Atlanta, Raphael Bostic, in un'intervista a MarketWatch, aveva detto che una pausa a settembre potrebbe avere senso per dare alla Fed il tempo di valutare come l'economia sta reagendo alla serie di aumenti dei tassi quest'anno. La vice presidente Brainard ha approvato il piano della Fed di aumentare il costo del denaro di mezzo punto percentuale in entrambe le riunioni di giugno e luglio. Questo porterebbe il tasso ufficiale della Banca centrale americana in un intervallo compreso tra l'1,75% e il 2%. (riproduzione riservata)