I mercati stanno scommettendo su una Bce di nuovo falco (prossimo meeting del 16 marzo) dopo il dato sull’inflazione in Francia e Spagna di ieri che ha spinto il rendimento del Bund a 2 anni oltre il 3%, un fatto che non vedeva dal 2008. Anche gli analisti fanno il punto della situazione. Gli esperti di Goldman Sachs citano le parole del capo economista della Bce, Phillip Lane, secondo cui i rischi per l'inflazione restano al rialzo (I think the risk [to inflation] remains skewed to the upside, 28 febbraio) e la «trasmissione della politica monetaria potrebbe essere più lenta durante questo ciclo», elementi che portano ad una «maggiore probabilità verso ulteriori 50 punti base di rialzo a maggio e a tassi finali più elevati rispetto ai commenti precedenti».
I numeri dell'inflazione spagnola e francese, scrive Goldman Sachs, «una nuova accelerazione dei prestiti bancari nell'area euro a gennaio» portano gli specialisti ad attendersi un aumento dei tassi di 50 punti base a maggio (rispetto ai 25 punti base precedenti) e ad alzare le attese sui picchi al 3,75% a giugno (rispetto al 3,5% precedente)». I mercati fino a dieci giorni fa si aspettavano, in base alla curva swap sull’euro, di toccare il livello del 3,6% a luglio. L'economista capo della Bce, Phillip Lane ha osservato in un'intervista del 28 febbraio che i rischi per l'inflazione sono rimasti al rialzo e che la trasmissione della politica monetaria potrebbe essere più lenta (o «più fluida») durante questo ciclo. Questa posizione pare essere di sostegno a quanto detto da Isabel Schnabel, membro del consiglio della Bce la scorsa settimana nel sostenere un picco dei tassi più elevato.
Lane ha delineato tre criteri che richiederebbero tassi massini più elevati: (1) un mancato miglioramento delle previsioni di inflazione, (2) progressi insufficienti nell'inflazione core (depurata dai costi dell’energia e alimentari) e (3) un meccanismo di trasmissione monetaria più lento. Lane ha anche sottolineato l'importanza di rimanere sui tassi massimi «abbastanza lungo da raffreddare le pressioni inflazionistiche», scrive Goldman Sachs. Nel complesso gli analisti ritengono che le parole di Lane «indichino una maggiore apertura verso un aumento di ulteriori 50 punti base a maggio e un picco più elevato rispetto ai commenti precedenti».
La banca d’affari americana cita anche il discorso di metà febbraio del governatore della Bce, Christine Lagarde, che ha ribadito l'impegno del Consiglio direttivo nei confronti della dipendenza dai dati oltre marzo nel corso di due interviste. Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le previsioni sull'inflazione core dell'area euro di 11 punti base al 5,3% anno su anno dopo i dati di Francia e Spagna anche perché i prestiti bancari hanno accelerato a gennaio sia per le imprese che per le famiglie. «Una trasmissione più debole degli effetti dei tassi più elevati attraverso il canale del prestito bancario porta a un picco sui tassi più elevato per smorzare la domanda e rallentare sufficientemente l'inflazione», spiegano gli analisti. Troppe erogazioni a famiglie e imprese, quindi, non vanno bene, alzano il costo della vita. Goldman Sachs ritiene infine che il Consiglio direttivo della Bce manterrà i tassi ai massimi fino al quarto trimestre del 2024. (riproduzione riservata)