General Motors ha comunicato alla Securities and Exchange Commission (Sec) americana una svalutazione complessiva di 1,6 miliardi di dollari legata agli investimenti nel comparto dei veicoli elettrici (Ev) che non risultano più utilizzabili, a seguito del mutato quadro normativo federale sotto l’amministrazione Trump. Dopo la pubblicazione della nota il titolo della casa americana a Wall Street ha comunque reagito positivamente guadagnando circa il 2,5%.
Secondo quanto riportato dal gruppo di Detroit, l’impatto negativo è stato registrato nel terzo trimestre del 2025 come impairment charge, ovvero una perdita su asset che non si prevede possano generare i profitti inizialmente stimati. La decisione arriva dopo la revisione dei piani industriali di GM in materia di elettrificazione e capacità produttiva, in risposta alla riduzione degli incentivi fiscali e all’allentamento degli standard sulle emissioni introdotti dal governo federale.
«Abbiamo effettuato investimenti significativi e sottoscritto impegni contrattuali per sviluppare veicoli elettrici in linea con regolamenti su emissioni e consumi che avrebbero dovuto diventare via via più stringenti», si legge nella comunicazione del gruppo guidato da Mary Barra alla Sec. «Dopo le recenti modifiche della politica governativa - inclusa la fine di alcuni incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici e la minore severità delle norme ambientali - prevediamo un rallentamento nel tasso di adozione dei veicoli elettrici».
Dei 1,6 miliardi di dollari contabilizzati, circa 1,2 miliardi riguardano macchinari e impianti destinati alla produzione di Ev ora inattivi, mentre i restanti 400 milioni derivano principalmente da penali e accordi di risoluzione contrattuale con fornitori per componenti e materiali che GM non prevede più di utilizzare.
L’azienda ha inoltre precisato che la revisione delle capacità produttive e delle attività legate alla fabbricazione di batterie è tuttora in corso, e che potrebbero emergere ulteriori oneri futuri, sia in termini di cassa sia di natura contabile, con effetti potenzialmente negativi sui risultati e sui flussi di cassa.
Nonostante le difficoltà, GM ha dichiarato che la «realignment strategico» non impatterà l’attuale gamma retail dei marchi Chevrolet, GMC e Cadillac, i cui modelli elettrici resteranno disponibili.
Nel terzo trimestre dell’anno il gruppo ha comunque più che raddoppiato le vendite di auto elettriche rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, grazie anche alla corsa dei consumatori per beneficiare del credito d’imposta da 7.500 dollari, scaduto il 30 settembre. Gli analisti prevedono però un netto rallentamento delle immatricolazioni nei prossimi mesi, complice la rimozione degli incentivi e il ritorno di politiche ambientali meno rigorose. (riproduzione riservata)