La ricchezza globale aumenterà del 38% nei prossimi cinque anni. Lo rivela il Global Wealth Report 2023, il primo realizzato da Ubs e Credit Suisse dopo la fusione, che mostra come la ricchezza globale raggiungerà i 629 trilioni di dollari entro il 2027. Il principale motore sarà la crescita dei Paesi a medio reddito: il report stima che la ricchezza per adulto raggiungerà i 110.270 dollari nel 2027 e il numero di milionari toccherà gli 86 milioni, mentre gli individui ad alto patrimonio netto saliranno a 372 mila.
Eppure il 2022 è il primo anno di calo dal 2008: la ricchezza privata netta totale è diminuita di 11,3 trilioni (-2,4%), attestandosi a 454,4 trilioni. Anche la ricchezza per adulto è scesa di 3.198 dollari (-3,6%), raggiungendo 84.718 dollari per adulto. «Gran parte del calo della ricchezza è stato determinato dall’alta inflazione e dall’apprezzamento del dollaro statunitense rispetto a molte altre
valute», spiega Anthony Shorrocks, economista e autore del rapporto.
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«Se i tassi di cambio fossero rimasti costanti a quelli del 2021, nel 2022 la ricchezza totale sarebbe aumentata del 3,4% e quella per adulto del 2,2%». Allo stesso tempo, al calo della ricchezza hanno contribuito le attività finanziarie, mentre quelle non finanziarie (soprattutto real estate) hanno tenuto nonostante il rapido aumento dei tassi di interesse.
La diminuzione della ricchezza globale si è concentrata nelle regioni più ricche, come il Nord America e l’Europa, che insieme hanno perso 10,9 trilioni. L’Asia-Pacifico ha registrato invece cali di 2,1 trilioni. L’eccezione è l’America Latina, dove la ricchezza totale è aumentata di 2,4 trilioni grazie all’apprezzamento medio della valuta del 6% rispetto al dollaro.
Paese per Paese, gli Stati Uniti sono lo Stato che nel 2022 ha perso più ricchezza. Seguono Giappone, Cina, Canada e Australia, mentre i maggiori incrementi sono avvenuti in Brasile, India, Messico e Russia. In termini di ricchezza per adulto la Svizzera rimane in cima con dietro Usa, Ras di Hong Kong, Australia e Danimarca. Sul versante della ricchezza media, invece, è in testa il Belgio, a cui si accodano Australia, Ras di Hong Kong, Nuova Zelanda e Danimarca.
Quanto all’Italia, dopo la parentesi rappresentata dalla pandemia, nel 2022 la media del tasso di risparmio è scesa dal 14,4% del 2021 all’8,6%. Così la crescita della ricchezza delle famiglie italiane si è ridotta in media dal 4,9% del 2020 al 2,4% del 2022 e quella per adulto è diminuita di 221.370 dollari (-6,1%).
Se da un lato è calata la ricchezza aggregata, dall’altro nel 2022 si sono ridotte anche le disparità. La quota di ricchezza dell’1% di popolazione più facoltosa del mondo è scesa al 44,5%, mentre il numero di milionari è diminuito di 3,5 milioni, passando a 59,4 milioni.
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Inoltre, la ricchezza media globale è aumentata del 3%, in contrasto con il calo del 3,6% della ricchezza per adulto. In questo secolo la ricchezza media è salita di cinque volte nel mondo, a un ritmo circa doppio rispetto a quella per adulto, grazie alla rapida crescita della ricchezza in Cina. (riproduzione riservata)