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Gli scenari per i mercati obbligazionari: il 2024 sarà l’anno dei corporate bond?
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Gli scenari per i mercati obbligazionari: il 2024 sarà l’anno dei corporate bond?

26 dicembre 2023, 09:35 Ultimo aggiornamento: 10:46

Secondo gli analisti lo scenario 2024 si presenta favorevole per le società investment grade, con possibili aumenti significativi delle cedole e rendimenti medi. In assenza di uno shock esogeno rilevante, o di una palese cattiva gestione delle strutture di capitale, gli esperti non si aspettano grandi picchi di default

Il 2023 è stato un anno interessante per i titoli societari, le previsioni iniziali degli analisti ipotizzavano un importante cash flow, con cedole molto proficue e rendimenti al 5%. Sebbene quel livello sia stato raggiunto rapidamente già alla fine del secondo trimestre, successivamente gli investitori hanno dovuto fare i conti con un’inversione di rotta dovuta principalmente all’aumento dei tassi d’interesse. Con l’inflazione in calo oltre le attese e i tagli al costo del denaro in calendario per il prossimo anno, i fari dei mercati sono tutti già rivolti al nuovo anno. 

Prospettive 2024 sui corporate bond

Secondo l’analisi le previsioni macroeconomiche sono positive: la Fed dovrebbe avere effettivamente terminato le manovre di rialzo e dovrebbe iniziare a tagliare i tassi anche se la buona saluta del mercato del lavoro, così come la costante crescita del prodotto interno lordo, potrebbe ritardare l’inizio dell’allenamento monetario. 

«Si tratta di uno scenario piuttosto favorevole per le società investment grade e il 2024 potrebbe rivelarsi un anno davvero fruttuoso», sottolinea Natalie Trevithick, responsabile delle strategie Us investment grade di Payden & Rygel (player di riferimento nel mondo del risparmio gestito). Infatti, se i tassi si mantenessero su livelli elevati, pur lontani dai massimi, secondo l’esperta si riscuoterebbero molte cedole, con rendimenti medi del 5-6%

Nel complesso, Trevithick ritiene che il 2023 si sia rivelato un anno positivo per le imprese. «Forse entro la fine dell’anno non raggiungeremo quei rendimenti del 5% inizialmente previsti e ci avvicineremo piuttosto al 4%, ma pensiamo che nel 2024 ci sarà una spinta in più, che dovrebbe avvicinarci al 6%», aggiunge l’analista. Considerando lo storico, questo sembra essere un rendimento significativamente positivo per una classe d’investimento molto sicura.

Anche dal centro studi di Intesa Sanpaolo segnalano come grazie al robusto rally dell’ultimo bimestre i titoli corporate, sia in euro che in dollari, si apprestano ad archiviare il 2023 con ottime performance. «Per il 2024, al netto di qualche cautela sulle prospettive di breve termine, il quadro per il comparto è complessivamente favorevole, supportato da un’inflazione in discesa e da tassi in progressivo calo», spiegano da Intesa. Anche sotto il profilo valutativo e tecnico lo scenario appare moderatamente costruttivo, mentre sul fronte della qualità del credito per gli esperti qualche criticità potrebbe emergere, sia pure mitigata dai solidi fondamentali delle aziende. «Modifichiamo la view tattica sugli investment grade a neutrale da moderatamente positiva, mentre manteniamo invariata a moderatamente positiva quella strategica», aggiungono dal centro studi.

Il mercato delle obbligazioni high yield

Sugli high yield la view tattica di Intesa, invece, si conferma neutrale «per tenere conto che il picco degli effetti della restrizione monetaria verrà presumibilmente raggiunto nei primi mesi del 2024». In un orizzonte di più ampio respiro, la view strategica passa però a moderatamente positiva, «poiché la fine del ciclo restrittivo globale e la sostanziale tenuta dell’attività economica pongono le basi per una performance soddisfacente».

Ad oggi, il mercato high yield è in rialzo di circa l’8,5%, «rendimenti che in pochi prevedevano all’inizio di quest’anno e che si dimostrano attraenti e competitivi rispetto ai potenziali rendimenti a lungo termine delle azioni», evidenziano poi da Payden & Rygel.

Per gli esperti, anche le previsioni per l’anno prossimo sono positive e si basano su diversi fattori. In primo luogo, si ritiene che i fondamentali del mercato rimarranno solidi, così come i bilanci delle aziende che nel complesso sono ben preparate a un’eventuale recessione. Se nel corso del prossimo anno si dovesse verificare un’inattesa flessione degli utili, la maggior parte di queste società è ben posizionata per resistere e superare la tempesta.

«Si pensa che nel 2024 si manterrà un livello di base di inadempienze in graduale aumento, e che continuerà a verificarsi una modesta erosione dei rating e dei fondamentali, ma tale erosione avverrà a partire dai massimi storici, tornando semplicemente verso le medie storiche. Gli investitori non devono considerare questo dato come perdita di appetibilità dell’asset class, ma solo come una naturale inversione di tendenza dopo un contesto di tassi d'interesse estremamente bassi», puntualizza Natalie Trevithick. Infine secondo lo scenario disegnato da Trevithick l’aumento dei costi di capitale non dovrebbe avere un impatto significativo sui flussi di cassa per la maggior parte degli emittenti, data la salute dei bilanci. Ci dovrebbero dunque essere «buone opportunità per i gestori attivi di individuare obbligazioni dal valore interessante per i loro investitori».

(riproduzione riservata)



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