Chiusura poco mossa per l'azionario milanese, con il Ftse Mib che segna +0,08% al termine di una seduta volatile. Occhi sempre puntati sugli attacchi tra Israele e Iran e sull'esito della riunione della Federal Reserve americana.
Sul fronte macroeconomico, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti, corrette per la stagionalità, sono state pari a 245 mila unità nella settimana terminata il 13 giugno, in calo rispetto alle 250 mila dell'ottava precedente (dato rivisto al rialzo da 248 mila unità).
Alle 20h00 sono attese le decisioni di politica monetaria della Fed. I tassi sono visti fermi e il mercato assegna una probabilità di oltre l'80% a tassi invariati anche nella riunione di fine luglio. "Non ci attendiamo particolari sorprese dalla riunione della Federal Reserve di questa sera, ma sarà importante seguire da vicino l'aggiornamento delle proiezioni macroeconomiche", afferma Jeffrey Cleveland, chief economist di Payden & Rygel. Secondo l'esperto, è "plausibile" che la stima mediana relativa al tasso sui Fed Funds per il 2025 venga aggiornata, segnalando un solo taglio rispetto ai due indicati nel "dot plot" di marzo.
A piazza Affari, Tim ha segnato i guadagni più marcati tra le blue chip, balzando del 4,73% a 0,407 euro. Banca Akros conferma la raccomandazione buy sul titolo e il prezzo obiettivo a 0,48 euro.
Buy confermati e doppio incremento di prezzo obiettivo per Ovs, che in Borsa è balzata del 3,72% a 3,568 euro dopo i conti del primo trimestre, le indicazioni positive sul trimestre in corso e l'anticipo del passaggio al 100% di Goldenpoint.