Seduta in rosso per l'azionario europeo, con il Ftse Mib che a Milano ha chiuso in calo dell'1,32% a 39.188 punti.
"L'Eurozona", ha spiegato la numero uno della Bce, Christine Lagarde, "è particolarmente esposta ai cambiamenti nelle politiche commerciali. Per quanto riguarda l'impatto di misure commerciali specifiche, la situazione è ovviamente ancora in evoluzione e qualsiasi stima è soggetta a notevole incertezza. Detto questo, l'analisi della Bce suggerisce che una tariffa statunitense del 25% sulle importazioni dall'Europa ridurrebbe la crescita dell'area euro di circa 0,3 punti percentuali nel primo anno".
Le prospettive di inflazione, ha aggiunto la presidente della Bce, "diventerebbero significativamente più incerte. Nel breve termine, le misure di ritorsione dell'Ue e un tasso di cambio dell'euro più debole, derivante dalla minore domanda statunitense di prodotti europei, potrebbero far aumentare l'inflazione di circa mezzo punto percentuale. L'effetto si attenuerebbe nel medio termine a causa della minore attività economica che smorzerebbe le pressioni inflazionistiche".
Sul fronte delle banche centrali, la Riksbank svedese ha deciso di mantenere il tasso di riferimento invariato al 2,25%, mentre la Banca Nazionale Svizzera ha scelto di tagliare i tassi di 25 punti base. Ferma sui tassi la Bank of England, così come ieri la Fed.
Quanto ai dati macro, il superindice degli Stati Uniti è sceso dello 0,3% a livello mensile a febbraio, al di sotto delle stime del consenso (-0,2% m/m) e in peggioramento rispetto al -0,2% rivisto di gennaio. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (dato destagionalizzato) si sono poi attestate a quota 223.000 unità, in aumento di 2.000 rispetto al dato della settimana precedente.
A piazza Affari Nexi è salita del 4,12% sulle indiscrezioni di stampa secondo cui il fondo Tpg avrebbe manifestato interesse per l'acquisizione della divisione Dbs. Pesante invece Stm (-3,74%). Maurizio Tamagnini, vicepresidente del consiglio di sorveglianza, ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato. Sempre tra gli industriali, giù anche Stellantis (-2,99%). Vendite poi tra i bancari (Intesa Sanpaolo -2,91%, Unicredit -2,8%) e su A2A (-3,2%) dopo i conti. Non si è arrestata la caduta di De Nora, che dopo il -23,11% di ieri ha ceduto l'8,87%, sempre penalizzata dall'outlook inferiore alle attese.