Le prospettive per il mercato azionario nipponico restano molto positive, nonostante due anni di performance notevoli. Simon Morton-Grant, Portfolio Manager del fondo Ct (Lux) Japan Equities di Columbia Threadneedle Investment, ritiene che sia ancora l'inizio della tanto attesa trasformazione del Giappone. «Siamo estremamente ottimisti sulla riforma della corporate governance nel 2025. Le aziende giapponesi sono diventate più redditizie rispetto ai decenni precedenti; convertono l'utile operativo in utile netto in maniera più efficiente e non hanno mai restituito così tanta liquidità agli azionisti», sottolinea Morton-Grant.
Inoltre nella prima metà dell'esercizio fiscale (aprile-ottobre 2024) sono stati annunciati riacquisti di azioni per la cifra record di 15.000 miliardi di yen. Ipotizzando che venga mantenuto lo stesso livello di riacquisti dell'anno precedente per il resto dell'esercizio fiscale (novembre 2024-marzo 2025), i riacquisti per l'intero anno ammonterebbero a 17.000 miliardi di yen, un'impennata del 70% rispetto all'anno precedente.
Al contempo la liquidazione delle partecipazioni incrociate delle aziende giapponesi sta accelerando e le società che fanno da apripista su questo versante stanno generando solidi rendimenti, ha aggiunto Morton-Grant. Le riforme normative stanno incoraggiando le società nipponiche a cedere le partecipazioni azionarie che erodono valore. Assicurazioni, banche e case automobilistiche guidano questo processo. Di fatto le società che hanno ridotto le partecipazioni azionarie di oltre il 20% hanno superato l’indice Topix del 19% da inizio anno.
In parallelo, si assiste allo spostamento dei risparmi in contanti delle famiglie giapponesi in prodotti d'investimento. Storicamente, le famiglie nipponiche tendono a detenere volumi di liquidità significativi (più del 50% del loro patrimonio contro il 12% negli Stati Uniti) per via del loro atteggiamento prudente e del contesto deflazionistico. Tuttavia, in un momento storico in cui l'inflazione erode il valore dei risparmi individuali, è emersa di recente la tendenza a spostare questi risparmi su prodotti d'investimento. Le misure introdotte dal governo, tra cui il lancio del nuovo Nippon Individual Savings Account nel 2024 (un conto di risparmio d'investimento a fiscalità agevolata), hanno dato un contributo significativo.
Questo cambio di allocazione ricorda un'iniziativa analoga varata dal governo nel 2015, quando il Government Pension Investment Fund giapponese aumentò l'esposizione all'azionario domestico dal 12% al 25% e ridusse l'esposizione ai titoli di Stato giapponesi dal 60% al 35%, con l'obiettivo di generare un maggior rendimento corretto per il rischio. In più, il cambio di mentalità nella popolazione più giovane (puntare a costruirsi basi sicure accrescendo il proprio patrimonio personale), dovrebbe promuovere ulteriormente l'acquisto di titoli nazionali e internazionali, secondo l’esperto di di Columbia Threadneedle Investment.
Infine, Morton-Grant si aspetta un aumento delle operazioni di fusione e acquisizione, alla luce dei rendimenti per gli azionisti solidi e in ulteriore crescita e del potenziale di redditività delle ristrutturazioni d'impresa. Il Giappone è destinato a registrare una crescita esponenziale delle operazioni di m&a, in quanto gli investitori punteranno a sfruttare il più alto tasso di frammentazione settoriale del mondo: 55% al di sopra della media mondiale. Di fatto, l'impresa nipponica media è esposta a 2,4 settori, contro gli appena 1,5 delle omologhe statunitensi e dell'Ue. (riproduzione riservata)