La banca centrale giapponese sembra pronta a proseguire con un’importante stretta monetaria. Il banchiere, Naoki Tamura, esponente falco del board, ha sottolineato che l’istituto nipponico deve alzare i tassi di interesse portandoli almeno all’1% il prossimo anno durante un discorso ai leader aziendali a Okayama, nel Giappone occidentale. Un livello che secondo Tamura rappresenta il target neutrale corretto per la Bank of Japan (BoJ), quello che non raffredda né stimola l’economica. «Pertanto, è necessario aumentare il nostro tasso di interesse di riferimento a breve termine almeno a circa l’1%» per raggiungere in modo sostenibile l’obiettivo sull’indice dei prezzi al consumo della BoJ, ha affermato Tamura, aggiungendo che la probabilità che l’economia giapponese raggiunga in modo sostenibile l’inflazione del 2% stabilita dalla banca sta migliorando, il che suggerisce che si stanno verificando le condizioni per ulteriori aumenti dei tassi.
Le parole di Tamura risultano particolarmente rilevanti se si considera che è la prima volta che un esponente della Banca del Giappone specifica pubblicamente e in modo esplicito un target a cui la banca dovrebbe mirare. Secondo gli esperti la Bank of Japan è pronta a lasciare i tassi invariati nella prossima riunione del 20 settembre, ma più della metà degli economisti intervistati da Reuters ritiene possibile un ulteriore inasprimento entro la fine dell’anno.
L’attuale arco temporale triennale delle previsioni di crescita e inflazione della BoJ abbraccia gli anni fiscali dal 2024 al 2026, terminando di fatto a marzo 2027. Secondo Tamura la banca centrale dovrebbe accelerare i suoi aumenti dei tassi in modo che i costi di prestito a breve termine salgano a circa l’1% durante la seconda metà dell’arco temporale definito a tre anni. Ciò suggerirebbe che i tassi raggiungeranno l’1% intorno a ottobre 2025.
«Non ho idee predefinite sul percorso e sul ritmo con cui adeguare il livello di sostegno monetario», ha detto Tamura in una conferenza stampa dopo l’incontro con i leader aziendali. «Probabilmente aumenteremo i tassi lentamente e in più fasi, mentre esamineremo attentamente come ogni mossa si riflette sull’attività economica». Queste dichiarazioni seguono quelle dei membri del consiglio di amministrazione della BoJ che hanno chiesto alla banca di continuare ad aumentare i costi di prestito nonostante la recente volatilità dei mercati finanziari.
Dopo quanto successo ad agosto gli occhi di mercati e investitori sono ora particolarmente interessanti a quanto succede in Giappone. La Bank of Japan ha posto fine all’era dei tassi zero e negativi quest’anno, alzando il costo del denaro due volte (a marzo e a luglio) allo 0,25%. In Giappone l’inflazione non è schizzata ai massimi storici come in Occidente e le preoccupazioni sono state per lo più per la crescita debole a la ripresa dei consumi. Ora però la Boj sembra essere più preoccupata che un’eccessiva debolezza dello yen possa avere un impatto negativo sull'economia. La mossa di luglio della banca ha infatti fatto volare lo yen contro il dollaro, contribuendo a far scoppiare la bolla del carry trade, altra causa della tempesta di agosto sui mercati.
In seguito a ciò, le previsioni sulle prossime mosse dell'istituto sono cambiate. Mentre dai verbali relativi al meeting di luglio è emerso che alcuni membri vedono uno spazio per ulteriori rialzi, il vice-governatore della BoJ, Shinichi Uchida, è intervenuto per placare i mercati, sottolineando che «la BoJ manterrà l'attuale tasso di riferimento visti l'estrema volatilità dei mercati finanziari». Prima di questi sconquassi, gli analisti vedevano un terzo rialzo dei tassi in Giappone a ottobre. Un’ipotesi che adesso, secondo molti, potrebbe essere a rischio. (riproduzione riservata)