Genova come Tallin, o quasi. Il capoluogo ligure dall'inizio dell'anno ha avviato una rivoluzione del trasporto pubblico locale per incentivare la mobilità sostenibile. Una parte rilevante di questa rivoluzione passa da un ampliamento della gratuità di molto del trasporto urbano. Più nello specifico la metropolitana e gli ascensori sono gratuiti per tutti i residenti mentre gli over 70 e gli under 14 non pagano anche su autobus e filobus. La distanza dalla capitale estone, dove tutti i trasporti pubblici sono gratuiti dal 2013, è ancora lunga da colmare. Ma nel panorama italiano la 'Superba' è già molto più avanti di Roma e Milano per quanto riguarda l'ampiezza della platea che può usufruire di trasporti senza pagare. Amt è la società che gestisce il trasporto pubblico locale genovese che serve il capoluogo e i 66 comuni della città metropolitana con metrò, autobus, bus e filobus, funicolari, ascensori, ferrovia a cremagliera, ferrovia Genova Casella e Navebus. Prima c'erano oltre 30 tipi di titoli di viaggio differenti, oggi ci sono tre differenti abbonamenti annuali, il più caro dei quali costa 295 euro. I risultati in termine di vendite sono andati oltre le aspettative. Allo scorso 28 aprile risultavano venduti 46.022 abbonamenti, quasi il triplo rispetto ai 16.700 dello stesso periodo dell'anno scorso.
Matteo Campora, assessore ai trasporti del Comune di Genova, sottolinea che «l'obiettivo di questa iniziativa é diminuire il traffico privato in città, attraverso l'interazione di infrastrutture fisiche, il prolungamento delle metrò, che prevede il progetto di andare a triplicare l'attuale percorrenza di sette chilometri della metropolitana, le infrastrutture digitali. Questo all'interno di un progetto di smart city che stiamo portando avanti e che ci porterà già in questi mesi a posizionare più di 500 telecamere in tutta la città per gestire i flussi e il traffico in maniera dinamica. L'altro asse fondamentale è portare le persone ad avere comportamenti virtuosi». L'iniziativa punta anche ad una ricaduta importante in termini ecologici. La società stima di avere una flotta integralmente composta di veicoli elettrici entro la prima parte del 2026. La progressiva elettrificazione del parco mezzi ha prodotto, rispetto al 2018, il 13% in meno di emissioni di Co2, il 51% di minori emissioni di ossidi di azoto e una riduzione del 35% delle pm10. «Entro il 2027», aggiunge Campora, «andremo a creare un sistema per cui con il costo del parcheggio si avrà anche il biglietto dell'autobus, un sistema che stiamo creando giorno dopo giorno, mese dopo mese. Chi uscirà a Genova Est troverà un parcheggio da 450 posti e potrà prendere l'autobus anche attraverso delle tariffe integrate che già abbiamo in alcuni parcheggi di interscambio». Ilaria Gavuglio è la presidente di Amt Genova, la manager che gestisce la quotidianità di questa rivoluzione genovese: «Speriamo di continuare ad avere un importante incremento degli abbonamenti», spiega. «Al 30 marzo abbiamo venduto 41.330 abbonamenti annuali, con un incremento di circa 200% rispetto all'anno precedente.
Rispetto al piano elaborato prima dell'inizio dell'anno siamo andati ben oltre le aspettative. Il tutto con un aumento dei passeggeri trasportati del 12%».
Il nuovo piano tariffario ha comportato un incremento del biglietto singolo, salito a quota 2 euro: «Per quanto riguarda i titoli singoli, oggi l'unico titolo valevole è il biglietto da 2 euro che andrà a sostenere economicamente le gratuità che sono state introdotte. Questo è un piano che si auto-sostiene». Il piano prevede un obiettivo di 50.000 abbonamenti per il primo anno: «Siamo sopra le aspettative e abbiamo la ragionevole certezza di raggiungere l'obiettivo che non era per nulla ambizioso ma prudenziale ed economicamente sostenibile», aggiunge Gavuglio.(riproduzione riservata)