È necessario avere «una rapida, coordinata e proporzionata risposta politica» alle conseguenze negative sull'economia causate dalla crisi in Medioriente «tenendo ben presenti gli insegnamenti del 2022-23» ai tempi dell'attacco russo all'Ucraina. Lo ha sottolineato il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti nel corso dell'intervento al G7 Finanze, Energia e Banche Centrali.
Il focus è stato l’aumento dei costi energetici, «un problema critico per le industrie energivore che rappresentano il 20% della manifatturiera italiana». Ecco che, suggerisce il titolare del Mef, «le misure energetiche per contrastare l'aumento indiscriminato dei prezzi devono essere mirate, temporanee e basate su un approccio condiviso, tenendo a mente l'impatto della crisi nei diversi Paesi».
Detto questo, ha concluso il ministro, «sono d'accordo con Christine Lagarde, dobbiamo trovare un giusto mix tra politica monetaria e fiscale».
Il comunicato della presidenza francesce del gruppo delle sette economie avanzate non si discosta molto dagli auspici espressi da Giorgetti. Infatti, si legge, i ministri delle Finanze e dell’Energia del G7 si sono detti disposti a «prendere tutte le misure necessarie, in stretta coordinazione con i nostri partner, in particolare per preservare la stabilità e la sicurezza del mercato dell’energia».
I ministri hanno inoltre ribadito il loro «fermo impegno a favore di mercati energetici ben funzionanti, stabili e trasparenti». Ecco perché, continua il documento, «sosteniamo gli sforzi appropriati volti a mantenere un’offerta adeguata sui mercati globali del petrolio e del gas e prendiamo atto delle opzioni dell’Agenzia Internazionale dell'Energia per gestire la domanda, in base alle circostanze specifiche di ciascun Paese, al fine di contribuire a stabilizzare le condizioni di mercato e limitare un’eccessiva volatilità». (riproduzione riservata)