Seduta interlocutoria per l'azionario europeo, con Milano che ha chiuso poco mossa. Il Ftse Mib ha segnato un -0,29% a 34.578 punti.
Il sentiment è sempre dominato da un lato dalle attese per le eventuali ulteriori mosse di stimolo da parte della Cina, dall'altro dalla situazione geopolitica tesa in Medio Oriente. Inoltre, focus sulle decisioni delle banche centrali, con la Bce vista tagliare i tassi di 25 punti base giovedì.
Sul fronte dei dati macroeconomici, l'indice Zew sul sentiment economico della Germania ha registrato un miglioramento a ottobre. Il dato si è attestato a 13,1 punti, superando di 9,5 punti il valore del mese scorso e battendo il consenso, fermo a 8 punti.
Dagli Usa, l'indice Empire State Manufacturing elaborato dalla Fed di New York si è attestato a -11,9 punti a ottobre, rispetto ai +11,5 di settembre e sotto il consenso, posto a +2,4 punti.
A piazza Affari giù Eni (-2,72%) sui cali del prezzo del petrolio. In progresso invece Tim (+2,07%). Banco Bpm ha segnato un +1,74% dopo che gli analisti di Deutsche Bank hanno rivisto il loro giudizio a buy da hold sul titolo.
Focus poi su Leonardo Spa (-0,47%). E' stata ufficializzata la joint venture con Rheinmetall con l'obiettivo di formare un nuovo nucleo europeo per lo sviluppo e la produzione di veicoli militari da combattimento in Europa. Le società avevano già firmato un corrispondente memorandum of understanding all'inizio di luglio.
Pesanti Olidata (-13,33%) e Digital Value (-10,46%) dopo le notizie sull'inchiesta della Procura di Roma per reati contro la Pubblica Amministrazione per le ipotesi di corruzione e turbata libertà degli incanti.