Le dimissioni a sorpresa del premier francese Sébastien Lecornu dopo solo 27 giorni di governo manda la Francia nel caos. E ora il presidente Emmanuel Macron fatica a trovare un primo ministro in grado di ottenere un consenso parlamentare sul bilancio. Sembra infatti che chiunque Macron proponga come premier non riuscirà a trovare un accordo per far approvare dal Parlamento impopolari misure di austerità. Nel frattempo, la Francia resta in una posizione fragile, con un debito pubblico elevato, vicino al 120% del Pil, e un disavanzo fiscale compreso tra il 5% e il 6%.
Molti investitori si chiedono se la Francia sia ormai ingovernabile, è la domanda che si pone martedì 7 ottobre il team di analisti di Berenberg. E mentre la crisi politica prosegue, avvertono gli esperti, «i bond vigilantes restano in allerta», così come sta accadendo in Giappone con la nomina di Sanae Takaichi a capo del partito di governo e probabile nuova premier. Una donna che si richiama a Shinzo Abe e alle sue politiche espansive. I rendimenti dei titoli decennali francesi hanno già superato quelli di Spagna, Portogallo e Grecia, e ora hanno oltrepassato anche quelli dell’Italia per la prima volta da 25 anni a questa parte. Il titolo di debito decennale, l’Oat, è passato dal 2,8% di dicembre 2024 al 3,6% attuale. Significa che il prezzo, che si muove in senso inverso, è in continuo calo.
Ma chi sono i bond vigilantes? Si tratta di grandi investitori nel mercato obbligazionario che puniscono le politiche fiscali considerate irresponsabili dai governi vendendo in massa i titoli di Stato, facendo salire i rendimenti e quindi aumentando i costi di finanziamento del debito per quel Paese.
Berenberg ricorda che già a giugno 2024 aveva previsto che «l’aumento dei rischi politici avrebbe sostenuto in maniera relativa altri mercati, citando Italia e Spagna come Paesi entrambi estremamente sottovalutate rispetto alla Francia e caratterizzati da una più solida dinamica di crescita degli utili netti». I broker avevano anche indicato i titoli finanziari francesi come interessanti, grazie al «sostegno valutativo su assicurazioni e banche – entrambi i settori scambiavano a multipli da crisi».
Da allora, l’azionario francese ha registrato un rendimento dell’8%, mentre Spagna e Italia hanno guidato la performance europea con rialzi rispettivamente del 44% e del 41%. In Francia, i settori Value sono quelli che hanno espresso il maggior potenziale di rialzo con banche (+62%), telecomunicazioni (+52%) e assicurazioni (+44%) tra i migliori risultati.
In molti sensi, scrive Berenberg, sembra che la Francia sia diventata la «nuova Italia in termini di fragilità politica e fiscale, caratterizzata da frequenti cambi di governo. Al contrario, l’Italia appare come la nuova Francia, con un governo più stabile e una situazione fiscale in miglioramento. I rendimenti obbligazionari e la performance dei mercati azionari confermano questo cambio di ruolo».
Guardando al futuro, Italia e Spagna mantengono vantaggi di valutazione e fondamentali rispetto alla Francia. In assenza di un percorso chiaro verso la stabilità politica e fiscale a Parigi, «questi vantaggi dovrebbero continuare a favorire i Paesi e i mercati dell’Europa meridionale», ragiona Berenberg.
Per il momento, però, le banche stanno scendendo a Piazza Affari, con lo spread Btp decennale -Bund in parziale risalita a 87 punti base dai 79 di agosto e un rendimento del 3,6% (fonte Mts Markets), allo stesso livello dell’Oat francese che però ha un rating ancora in area A. Il decennale della Spagna, invece, rende il 3,28%. I mercati sono in allerta anche per la crescente volatilità dei bond giapponesi a lungo termine che ha trasformato il Giappone in un «esportatore netto di shock ribassisti» sui i titoli di Stato globali, sottolinea il team di strategia sui tassi di Goldman Sachs. I costi di finanziamento a lungo termine nel mondo sono stati più volte sotto pressione nel corso dell’anno soprattutto per l’incertezza degli investitori sulle traiettorie fiscali e monetarie delle principali economie.
«Le stime di un possibile contagio dei titoli di debito giapponesi indicano che uno shock di 10 punti base sui bond giapponesi si traduce di solito in una pressione al rialzo di 2-3 punti base sui rendimenti di Stati Uniti, Germania e Regno Unito», nota Goldman Sachs, «suggerendo un rischio di rialzo moderato dei rendimenti anche negli altri mercati obbligazionari sovrani core nei prossimi giorni». E questo sta per ora sfiorando anche l’Italia in un generale movimento di vendita dei bond a medio e lungo termine da parte dei mercati che iniziano a temere politiche fiscali troppo espansive. Anche se non è il caso, almeno per questa volta, dell’Italia. (riproduzione riservata)