"Borsa? Oggi no, domani tutto può accadere". Così ha affermato Alfonso Dolce, ceo di Dolce&Gabbana, interpellato in merito a margine del IX Seminario Italo-Russo che si è svolto a Milano, dal titolo "Italia-Russia: l’arte dell’innovazione".
L’evento si è tenuto presso la Sala Polifunzionale della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, e oltre al ceo di Dolce&Gabbana ha visto la partecipazione, tra gli altri, del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, del Ministro degli Esteri russo Sergey Cheremin, del presidente di Banca Intesa Russia e dell'associazione Conoscere Eurasia Antonio Fallico, e del responsabile di Pirelli Tyre Russia, Aimone di Savoia-Aosta.
In riferimento alla recente internalizzazione della divisione profumi, il ceo della maison ha aggiunto: "Confermo che abbiamo internalizzato la divisione e avviato il nostro percorso del Made in Italy anche nel beauty. Obiettivi e target sono come sempre ambiziosi quando si iniziano dei progetti, ma prima di iniziare a parlare di numeri e budget o business plan l'importante è costruire una cultura qualitativa sulla categoria merceologica e portare il marchio Dolce&Gabbana in cima al ranking di ogni singolo Paese, e questo vale anche per la Russia."
In merito alle tensioni geopolitiche in Ucraina, Dolce ha dichiarato: "C'è sempre preoccupazione quando c'è tensione. Speriamo bene, possiamo dire poco. Continuiamo a lavorare sperando che la pace possa essere il primo ingrediente per tutti noi cittadini. Siamo sul mercato russo da circa 30 anni e ho avuto la fortuna di vedere nell'area una crescita continua e serena di Dolce&Gabbana. È un mercato rispettoso della tradizione, ma anche attento e proattivo nel chiedere innovazione nei prodotti."
Sulla questione russa si è espresso anche il responsabile Pirelli Tyre Russia, Aimone di Savoia-Aosta: "Al momento continuiamo a lavorare come abbiamo sempre fatto, le nostre fabbriche in Russia operano a pieno regime. Siamo preoccupati, monitoriamo, ma speriamo che la situazione non si complichi. L'incidenza del fatturato russo su quello complessivo è del 3-4%, ma non è tanto importante il fatturato quanto il numero degli pneumatici prodotti, perché la metà circa di quanto viene prodotto in Russia viene esportato e quindi il peso sui volumi complessivi è del 10%."
Interessante è stato l'intervento di Fallico, che ha evidenziato che "tra gennaio e ottobre 2021 le esportazioni italiane verso la Russia sono cresciute dell'8,7%, mentre quelle russe verso l'Italia addirittura del 49,3%, sebbene quest'ultima cifra si spieghi soprattutto con il notevole aumento del prezzo del petrolio e del gas forniti al nostro Paese rispetto al 2020". Secondo il presidente di Banca Intesa Russia: "Vanno messi in campo tutti gli strumenti per consolidare e intensificare i rapporti economico-commerciali tra l'Italia e la Russia", poiché le due economie "sono strettamente complementari e strategiche l'una per l'altra. Gli affari tra Italia e Russia continuano a svolgersi regolarmente, nonostante le difficoltà dovute alla pandemia e alla situazione delle ultime settimane.”
"L'Italia è il settimo fornitore estero della Russia, mentre la Russia è l’ottavo fornitore dell’Italia" ha continuato Fallico. "L'Italia vende innanzitutto macchinari ed apparecchi, prodotti tessili, abbigliamento, pelli ed accessori, sostanze e prodotti chimici. La Russia vende prodotti minerari, metalli e prodotti di metalli, coke e prodotti petroliferi raffinati. Numeri che in pare ci rassicurano, ma che non possono essere soddisfacenti perché le potenzialità per sviluppare l'interscambio e le relazioni tra Russia e Italia, in particolare Milano e Lombardia, sono notevoli. Nonostante il contesto geopolitico le imprese italiane e lombarde basate nella regione hanno segnato risultati confortanti." (riproduzione riservata)