Non si tratta di un obbligo. Quella di destinare i fondi di coesione al settore della difesa «è una scelta assolutamente volontaria». Così il vicepresidente esecutivo della Commissione Raffaele Fitto, a Cinque Minuti su Rai1, fa chiarezza sul punto più controverso della provvedimento illustrato al Parlamento europeo martedì 1° aprile.
«Ogni Stato membro deciderà su cinque priorità, una di queste è la difesa ma non ha nulla a che vedere con l’acquisto di armi», ha precisato. «Si tratta di investimenti sul fronte dell’innovazione e dello sviluppo del settore della difesa che riguarderà solo quei Paesi che scelgono di farlo».
La «Coesione» rappresenta un terzo del bilancio dell’Ue e la sua missione è quella di ridurre il più possibile le disparità tra gli Stati membri. Ma gli attuali programmi della politica di coesione sono stati discussi tra il 2019 e il 2021 e firmati nel 2022. «Da allora», ha detto Fitto, «il mondo è cambiato in modo significativo e gli Stati membri». Ecco il perché delle modifiche. «Inoltre», ha aggiunto il vicepresidente, «diversi Paesi hanno chiesto maggiore flessibilità nell’assegnazione dei fondi di coesione».
«I soldi per le politiche di coesione vengono riprogrammati. E ogni Stato membro ha deciderà su cinque priorità», ha detto Fitto. Cinque nuove priorità delineate dalla Commissione tra cui compare, appunto anche il settore della difesa: competitività, difesa, alloggi a prezzi ragionevoli, resilienza idrica, transizione energetica.
Il provvedimento prevede da parte dei soggetti interessati l’individuazione entro giugno 2025 dei progetti del Pnrr che non possono essere realizzati nei termini della scadenza di agosto 2026 e che potrebbero rientrare tra le iniziative finanziabili nell’ambito della politica di Coesione. «Invito prima di tutto a leggere i provvedimenti, perché aiuterebbe a evitare confusione», ha sottolineato Fitto alla plenaria, spiegando la necessità di accelerare le spese aumentando la flessibilità sulla gestione delle risorse, viste le nuove priorità degli investimenti maturate a metà ciclo finanziario 2021-2027. (riproduzione riservata)